Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Polonia. Storia militare. Secoli XIX-XX
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1999
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165
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Legioni polacche in Italia 165
patto solenne tutto ciò che rimane concordato fra l'amministrazione generale della Lombardia per il popolo Lombardo da una parte, ed il detto generale Dombrowski per i patrioti di sua nazione, dall'altra.
Milano, 15 piovoso. Anno V della Repubblica francese e 1 della libertà Lombarda (3 febbraio 1797).
Sottoscritti Porcelli, presidente. Visconti, rappresentatore [sic]
A disposizione di Dajbrowski fu messa la somma di 10 mila lire mensili; poco, ma abbastanza per iniziare il reclutamento. Il generale ebbe una sede, palazzo Imbonati nel centro di Milano. Gli ufficiali cominciarono ad arrivare da varie parti, soprattutto dalla Polonia, malgrado la distanza e le rappresaglie dei dominatori stranieri. Quanto ai sottoufficiali e ai soldati semplici, essi vennero reclutati dagli emissari di Dabrowski inizialmente nei vari campi di prigionia in Francia e in Piemonte. Già a fine gennaio Dabrowski aveva ai suoi ordini oltre 1.100 legionari alloggiati alla meglio negli ex conventi di S. Eustorgio e di S. Marco: ora bisognava vestirli ed armarli. Non senza difficoltà furono confezionate divise e pastrani alla foggia polacca; occorsero poi scarpe, biancheria, zaini, cartucciere, ecc., cioè l'equipaggiamento completo del fante dell'epoca. Ai primi di marzo era equipaggiata circa la metà del contingente polacco, il resto dovette aspettare qualche altra settimana. Le armi fucili e baionette, purtroppo in quantità insufficiente arrivarono mentre era già in corso l'addestramento. Poiché tra gli ufficiali v'erano all'inizio non solo polacchi, ma anche francesi e lombardi, sorse subito il problema della lingua di comando che diede del filo da torcere al povero Dabrowski (egji stesso, oltre al polacco, sapeva il tedesco e il francese; ovviamente né lui, né gli altri polacchi sapevano l'italiano). Era buono il vettovagliamento: tutti i giorni carne, pane e vino. La paga, conforme alle norme francesi, veniva in quel periodo corrisposta regolarmente: gli ufficiali prendevano da 6 a 2 lire al giorno, secondo il grado; i soldati semplici, 6-7 soldi (una lira comprendeva 20 soldi). Quanto al comandante in capo Dabrowski egli aveva rinunciato allo stipendio lombardo e viveva con un modesto sussidio che gli veniva versato da alcuni connazionali facoltosi.
L'addestramento della Legione fu di brevissima durata. Si stava avvicinando l'esercito austriaco dell'arciduca Carlo, e Bonaparte decise di marciargli incontro con tutte le forze disponibili I polacchi, armati e non,
0 Qt secondo LÉONARD CHODZKO, Hìstoire des Ugons Polonaise* en Italie, Paris, 1829, voi. I, pp. 389-591.