Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Polonia. Storia militare. Secoli XIX-XX
anno <1999>   pagina <166>
immagine non disponibile

166 Knysttfof Zaboklicki
lasciarono Milano l'8 marzo per Mantova appena occupata dai francesi. Erano circa 1.100, divisi in un battaglione di granatieri (statura superiore ai 170 cm) e uno di fucilieri, li comandava Dabrowski in persona. Pochi giorni dopo l'arrivo a Mantova, il battaglione di fucilieri fu spedito in Romagna dove la popolazione, rimasta largamente fedele al governo ponti­ficio, era pronta a insorgere contro i francesi. La presenza dei militari polacchi acquartierati a Rimini e a Cesena contribuì a calmare gli animi, fu evitato lo spargimento di sangue.
Non rimasero a lungo a Mantova neanche i granatieri polacchi II battaglione ebbe l'ordine di raggiungere Palmanova e si mise in marcia il 7 aprile, comandato da Dabrowski; i legionari arrivarono nella città veneta 10 giorni più tardi.
Nel frattempo scoppiò l'insurrezione antifrancese nella terraferma ve­neziana. Un reparto polacco di circa 300 uomini, formatosi poco prima a Milano dov'era ubicato il dépòt della Legione, si trovò a combattere contro gli insorti a Salò il 31 marzo ed ebbe la peggio; parecchi legionari vennero fatti prigionieri e spediti nelle carceri veneziane, dalle quali furono del resto molto rapidamente liberati.
Dopo i noti fatti di Verona (le Pasque Veronesi) del 17 aprile, sotto le mura delle città insorta giunse da Milano un altro reparto polacco di oltre 400 uomini, comandato dal maggiore Klemens liberadzki. Il 20 aprile i legionari presero parte, assieme alle truppe francesi e lombarde dei gene­rali Joseph Chabran e Joseph Lahoz, ai violenti combattimenti contro gli insorti veronesi e contro le bande operanti fuori della città. Fu ucciso il coraggioso Liberadzki, ma i suoi soldati riportarono un vero trionfo, infliggendo perdite gravissime e costringendo a una precipitosa ritirata il grosso reparto del colonnello veneziano Ferro, composto soprattutto di mercenari schiavoni, che sarebbe poi stato annientato dai francesi In onore di Liberadzki fu eretto a Mantova un obelisco, distrutto in seguito dagli austriaci II successo riportato sotto Verona valse ai polacchi un elogio dei generali francesi e dello stesso Bonaparte, nonché dell'Amministrazione Generale della Lombardia.
Nella prima metà di maggio i legionari di Dabrowski parteciparono al blocco di Venezia. L'ingloriosa caduta dell'antichissima Repubblica nobiliare fece certamente venire in mente a molti di loro il recente crollo del pro­prio Paese. Intanto la situazione del corpo polacco si complicò in conse­guenza della firma dei preliminari di pace di Leoben, avvenuta il 18 aprile. L'armistizio stipulato tra la Francia e l'imperatore in vista della conclusione di un trattato di pace prevedeva tra l'altro la restituzione reciproca dei prigionieri di guerra, che avrebbe posto fine al reclutamento dei legionari;