Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Polonia. Storia militare. Secoli XIX-XX
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1999
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Legioni polacche in Italia 167
ma soprattutto, venendo a mancare il nemico austriaco, contro chi avrebbe dovuto combattere il corpo polacco e quale sarebbe stato il suo futuro? Fortunatamente né le autorità francesi, né quelle lombarde (cispadane) intendevano liquidare la Legione in un momento piuttosto incerto, in cui tutto poteva, ancora accadere. Anzi, il corpo ausiliare venne notevolmente potenziato. All'inizio di giugno i polacchi armati ed equipaggiati erano già oltre seimila, ripartiti tra la divisione lombarda del generale Charles Klimaine, quella mantovana del generale Sextius Miollis, e quella polacca di Dabrowski di stanza a Bologna, che contava circa cinquemila uomini; inoltre a Milano si trovava sempre il deposito polacco nel quale continuavano ad affluire nuovi volontari, tra i quali parecchi ufficiali di carriera.
A Bologna i legionari, acquartierati in alcuni conventi, costituivano allora il grosso della guarnigione. Essi vi aspettavano la preannunciata riorganizzazione delle forze armate lombarde che avrebbe avuto per loro molta importanza. In effetti, nel quadro di tale riforma Bonaparte in persona decretò la formazione di due legioni polacche di 3 battaglioni ciascuna, più una brigata di artiglieria destinata a far parte delle truppe lombarde. Ogni battaglione, comandato da un maggiore, era composto di 10 compagnie di 120 uomini ciascuna tra sottoufficiali e soldati semplici, più tre ufficiali (capitano, tenente, sottotenente). A comandare le due legioni furono chiamati rispettivamente i generali maggiori Józef Wielhorskì (1.*) e Franciszek Rymkiewicz (2.a) provenienti entrambi dal disciolto esercito polacco; il generale di divisione Dabrowski fu confermato comandante in capo.
Compiuta la riorganizzazione, nella seconda metà di giugno i battaglioni polacchi furono dislocati, oltre che a Bologna (ve ne rimasero due), a Ferrara, Mantova, Urbino e Milano (al deposito). Dabrowski con il suo stato maggiore risiedeva a Bologna dove la presenza militare polacca era più massiccia. Il comandante in capo dedicò allora molta cura all'addestramento dei legionari che si svolgeva, almeno in parte, secondo i regolamenti francesi, diversi da quelli in vigore nell'antico esercito polacco, e che gli ufficiali stessi dovevano faticosamente imparare.
Nacque intanto, per volere di Bonaparte, la Repubblica Cisalpina (luglio 1797), e i polacchi passarono al suo servizio. In luglio il quartiere generale di Dabrowski fu temporaneamente trasferito a Reggio Emilia: i legionari ebbero il compito di tenere sotto controllo le popolazioni delle campagne circostanti, ostili alle autorità repubblicane. Nella città emiliana giunse inoltre un uomo politico e scrittore polacco molto attivo tra gli esuli, Józef Wybicki, che vi compose intorno alla metà di luglio