Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Polonia. Storia militare. Secoli XIX-XX
anno <1999>   pagina <170>
immagine non disponibile

170 Krsjsstfof Zaboklicki
Torniamo alla l.a Legione, divisa ormai ai primi di ottobre in due parti: il 1. e il 3. battaglione a Mestre, il 2. a Venezia. I mili­tari erano senza paga: gli ufficiali non la ricevevano da 2 mesi, i soldati semplici da 20 giorni, mentre il ministro Birago continuava a tergiversare; fortunatamente ci fu un provvidenziale intervento di Bonaparte, che fece pagare ai legionari 20 mila livres francesi dalla cassa del suo esercito. Ben­ché quasi completamente privi di denaro, i polacchi erano contentissimi di marciare contro gli austriaci perché la sconfitta delle truppe imperiali di cui nessuno dubitava, avrebbe permesso loro di tornare in patria da vincitori. Perfino i malati negli ospedali si dichiaravano pronti a combattere, regnava un entusiasmo generale. I due battaglioni di Mestre comandati da Dbrowski, si misero in marcia il 9 ottobre e arrivarono TU a Motta di Iivenza nel Friuli Veneto, grosso modo a metà strada tra Treviso e Udine, dove si acquartierarono. Ai legionari fu proibito di girovagare per i paesi, entrare nelle case e cogliere l'uva nei vigneti; dovevano invece esercitarsi ogni giorno e aiutare le autorità locali a riparare le strade. Non ebbero a combattere, ma, trovandosi quasi a contatto con il nemico in quanto facenti parte dell'avanguardia, essi sarebbero stati poi considerati alla stre­gua dei combattenti e avrebbero ricevuto la gratifica di guerra dal governo cisalpino.
Il 2. battaglione, come si è detto, era rimasto a Venezia, dove i fran­cesi si sentivano poco sicuri II 12 ottobre un distaccamento di militari polacchi fu incaricato di arrestare il capo di una congiura antifrancese che si stava preparando, Giovan Pietro Cercato. Spacciandosi per generale austriaco, questo avvocato veneziano era riuscito a reclutare numerosi complici, specie tra gli ex mercenari schiavoni della Repubblica appena soppressa da Bonaparte.4) H finto generale nella sua splendida divisa, cui i legionari avevano teso un agguato, tu catturato non senza difficoltà perché -particolarmente robusto; del fatto abbiamo una relazione abbastanza dettagliala di un ufficiale polacco, Jòzef Drzewiecki, testimone oculare.5) I seguaci dell'arrestato non si diedero per vinti, e il generale francese Antoine Balland, comandante della piazza di Venezia, dopo aver decretato lo stato d'assedio, si chiuse con i suoi nel forte dell'Isola di S. Giorgio Maggiore, affidando le operazioni di polizia al battaglione polacco accam­pato in piazza S. Marco per 4 giorni e 4 notti consecutive. Le pattuglie
*) Cfr. GIUSEPPE CULLINO, La congiura del 12 ottobri 1797 t la fine dilla Municipalità di Venera, in Critica storica, , 1979, pp. 545-622 passim,
5) JÒZEF DRZEWIECKI, Pamittniki (Memorie), Cracovia, 18912, pp. 66 sgg.