Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Polonia. Storia militare. Secoli XIX-XX
anno <1999>   pagina <171>
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'Legioni polacchi in Italia 171
polacche girarono per la città, catturando una sessantina di congiurati che furono incarcerati6) I legionari ebbero quindi di nuovo un compito ingrato, poco confacente alla loro qualità di esuli da un Paese soggiogato dagli stranieri.
Quanto all'artiglieria polacca incorporata in quella cisalpina 3 compagnie al comando del ten. col. Wincenty Aksamitowski essa si trovò, tra settembre e ottobre, a Latisana, vicino alla foce del Taglia-mento. Gli artiglieri, impiegati a costruire ponti e fortificazioni campali, a varie riprese manifestarono il loro scontento per il fatto di non apparte­nere alle Legioni, pur costituendo un reparto composto esclusivamente di polacchi; ma tale era la volontà di Bonaparte contro la quale nulla si poteva fare.
I militari polacchi tutti, come si è già detto, speravano ardentemente in una vittoriosa campagna contro gli austriaci e aspettavano impazienti l'inizio delle ostilità. Invece a Passariano i negoziati si stavano avviando alla felice conclusione. Alla vigilia della firma del trattato di pace con l'Austria, Bonaparte convocò Dabrowski per spiegargli la situazione nel corso di un lungo colloquio. Il generale polacco così ne riferisce nel suo ordine del giorno ai legionari del 21 ottobre, da Treviso: Il generale Bonaparte mi ha espresso la propria contentezza per l'operato svolto dalle Legioni polacche. Avendomi chiesto quale fosse lo spirito e il modo di ragionare dei soldati polacchi, l'ho assicurato che essi sono tutti dei veri repubblicani che non si sono arruolati per guadagnarsi da man­giare, bensì per contribuire alla redenzione della Patria, e che essi ripon­gono la loro piena fiducia nella nazione francese che faciliterà loro il ritorno in Polonia- Mi ha detto allora il generale Bonaparte che noi non dobbiamo perdere la speranza, perché, in guerra e in pace, i polacchi sono diventati degni di non essere dimenticati dalla vittoriosa nazione francese.7)
Si vede che Bonaparte aveva cercato di indorare la pillola che i polac­chi dovevano ingoiare. Niente marcia vittoriosa su Vienna, niente ritorno imminente in patria; il trattato di Campoformio fu firmato il 17 ottobre, e il Corpo polacco si vide costretto ad adeguarsi a una realtà molto diversa da quella di prima. La vittoriosa nazione francese non poteva e non voleva rinunciare ai propri interessi.
Secondo G. CULLINO, op. cit.t pp. 564 sgg., gli arresti furono eseguiti dalla guardia nazionale veneziana; ma cfi. J. PACHONSJG, op. dty pp. 425 sgg.
t J. PACHONSKI. op. <, p. 462 (tead. dal poi).