Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Casa Savoia. Forze Armate. Secolo XIX
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1999
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Massimo de Leonardi?
Piemonte ingrandito scriveva nel 1870 il fiorentino generale Carlo Corsia , ammettevano di buonissima voglia che l'esercito italiano dovesse essere l'esercito piemontese ingrossato .
Dunque il massimo titolo di gloria del Re d'Italia, la legittimazione prima della sua autorità, non stava in un poco credibile, anche se riesumato, diritto divino,13) ma nell'essere egli il primo soldato dell'indipendenza italiana come si espresse Vittorio Emanuele II alla battaglia di S. Martino e poi nel proclama allo scoppio della guerra del 1866. In verità quanto di mistico, quasi di religioso, circondò i Re d'Italia, nella realtà o nella finzione letteraria, fu strettamente legato al loro ruolo militare. Si pensi, ad esempio, alla distribuzione che Vittorio Emanuele UE, all'indomani dei funerali del padre, fece dei cimeli più sanificativi della vita militare di Umberto I, quali reliquie del Re Martire . E nel famoso episodio del libro Cuore la carezza del Re che il reduce di Custoza trasmette al figlio non è una specie di versione laica del tocco del re dei sovrani consacrati?
L'unità d'Italia non fu però tanto conseguita e completata con folgoranti vittorie delle armi italiane, col ferro e col sangue, quanto grazie all'abilità della diplomazia nello sfruttare i contrasti tra le grandi potenze, alla sovversione politica, allo sfruttamento delle altrui vittorie (nel 1866) e sconfitte (nel 1870). Nelle guerre del Risorgimento i sovrani sabaudi avevano rifulso, con i principi, per coraggio personale, ma non avevano certo brillato come condottieri, contribuendo anzi ad aggravare la contusione del comando che aveva portato alle sconfitte nella prima e nella terza guerra
lz) C CORSI, 1844-1869. Ventìcinque anni in Italia, Firenze, 1870, voi. II, p. 8. Anche un altro illustre ufficiale e scrittore di questioni militati non piemontese, il napoletano Nicola Marselli, approvò che Tarmata sarda fosse il perno dell'esercito italiano (N. MARSEI.LT, Gii avvenimenti del 1870-71', Torino, 1871, voi. I, p. 141). Per una analisi della presenza piemontese nei primi anni dell'esercito italiano cri. P. PIERI, Le Forsp Armate nell'età della "Destra, Milano, 1962; M. MAZZETTI, Dagli eserciti pre-unitari all'esercito italiano, in Rassegna storica del Risorgimento, a. LIX (ottobre-dicembre 1972), f. IV, pp. 563-592; 1D., "L'esercito italiano nella triplice alleanza, Napoli, 1974, pp. 7-13; M. BRIGNOLI, Il problema del comando nette guerre del Risorgimento, in II problema dell'atto comando dell'esercito italiano dal Risorgimento al Patto Atlantico, Roma, 1985, pp. 112-116; G. UOCHAT - G. MASSOBRIO, Breve storia dell'esercito italiano dal 1861 al 1943 Torino, 1978, pp. 44-45, 61, 99. Ricorda comunque Federico Cbabod che all'indomani del 1870 la presenza piemontese era più forte nella diplomazia che nell'esercito {Storia della politica estera italiana dal 1870 al 1896, Bari, 1971, p. 594).
13) La formula per grazia di Dio abolita per i Re sabaudi nel 1854 in coerenza con la laicizzazione dello Stato sardo, fu ripristinata nel 1861 unendola alla volontà della nazione (cfr. P. RAQOPPI I BRUNELLI, Commento allo Statuto del Regno, Milano-Roma-Napoli, 1909, voi. I, pp. 42-43, 325-327).