Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Casa Savoia. Forze Armate. Secolo XIX
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1999
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Massimo de heonardis
comando supremo dei franco-piemontesi tu assunto dall'Imperatore Napoleone III, anch'egli assistito da un capo di Stato Maggiore. Il massimo della confusione fu raggiunto nel 1866, quando venne praticamente meno il principio fondamentale dell'unità del comando, per la rivalità tra i due generali più importanti e l'ingombrante presenza del Sovrano, che assunse il comando nominale con della Marmora capo di Stato Maggiore e ministro senza portafoglio al campo; in posizione di fatto autonoma veniva però lasciata una parte cospicua dell'esercito, Tarmata del Po agli ordini del generale Enrico Cialdini. L'incertezza dell'azione di comando, la mancanza di un vero Stato Maggiore, la divisione delle forze portarono alla sconfitta di Custoza. In campo navale l'indecisione e l'inettitudine dell'ammiraglio Carlo Pellion di Persano e l'ostilità verso di lui degli ammiragli Giovanni Vacca e Giovanni Battista Albini condussero alla sconfitta di Lissa. Uno storico militare non sospettabile di indulgenze verso i Savoia ha comunque osservato che non si possono far risalire al sovrano, se non in parte rninima, le responsabilità del 1866.21)
Uno studioso americano22) sostenne quasi mezzo secolo fa che le sconfitte militari subite nel 1848-49 furono la causa prima e più importante del rapido passaggio in Piemonte dalla monarchia costituzionale pura, quale era prevista dalla lettera e dallo spirito dello Statuto, al regime parlamentare; passaggio che non avvenne in Prussia (e poi in Germania), la cui costituzione del 1850 era molto simile, per quanto riguardava i poteri del Sovrano, allo Statuto albertino. Peraltro la Verfassung prussiana conteneva un articolo, il 108, che escludeva il giuramento dei militari alla costituzione oltre che al Re, mentre in Piemonte già nel giugno 1848 venne mutata la formula del giuramento dei militari, che prima giuravano solennemente d'essere fedele a Dio, ed alla Maestà del Re nostro signore [...] pel sostegno della sua Corona e della piena sua Autorità Sovrana, mentre ora restava solo la fedeltà al Re e vi si aggiungeva l'impegno ad osservare lealmente lo statuto e le leggi dello Stato w,23)
H mutamento della formula del giuramento fu oggetto di un successivo proclama del Re alle truppe, a motivazione del quale si è in genere
2*) Ludo Ccva in il problema dell'Alto Comando dt, p. 159.
*3 Cfi. H. McGAW SMYTH, Vìtdmont and Prussia: The Influente of the Campaigns of 1848-1849 on the Constittttional Development of Italy, in The American Historìcal Review, voi. LV (aprii 1950), n. 3, pp. 479-502; cfr. il giudizio di W. MATURI, ìnterpretavjom del Risorgimento. Legioni di storia della storiografìa, ILI ed., Torino, 1962, pp. 584-587.
2?) N. BRANCACCIO, L'esercito del vecchio Piemonte, Gli Ordinamenti, Parte II, Dal 1814 al 1859, Roma, 1925, pp. 409-410.