Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Casa Savoia. Forze Armate. Secolo XIX
anno <1999>   pagina <187>
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Monarchia, famiglia reale e fore armate 187
vando il Comando supremo delle Forze Armate, richiesto da Mussolini, si limitò a delegargli il cornando delle truppe operanti su tutti i fronti.
Fore Armate regie e nazionali
Al di là della questione del Comando in guerra, qual era comunque la realtà in tempo di pace del rapporto particolare tra Re e Forze Armate? La nascita dell'esercito del Regno d'Italia avvenne con la nota n. 76 del 4 maggjlo 1861 del ministro della guerra Manfredo Fanti: d'ora in poi il Regio Esercito dovrà prendere il nome di Esercito Italiano, rimanendo abolita l'antica denominazione di Armata Sarda. Sulla mancanza dell'ag­gettivo Regio non sono in grado di aggiungere nulla a quanto scritto da Ceva: Quanto la scelta del 1861 fosse casuale o tentasse di accentuare caratteri nazionali e non dinastici, è pura materia di congetture. Come pure è difficile dire per quali ragioni nel febbraio 1879 il ministro della guerra Gustavo Mazé de la Roche aggiunse il Regio alla denominazione ufficiale, decisione vista da Ilari29) come implicita risposta negativa alle idee di nazione armata proprie della sinistra storica. Quanto alla marina militare essa fu sempre designata con l'appellativo di 'Regia' per distinguerla da quella mercantile o di commercio .30)
Al di là delle denominazioni formali vi è generale consenso sul fatto che nell'esercito italiano scomparvero gli aspetti feudali della vecchia armata
O V. ILARI, Storia del servìgio militare in Italia, II, ha nazione armata* (1871-1918), Roma, 1990, p. 103; L. CEVA, Le Fony Armate, Torino, 1980, pp. 25-26; il decreto di Fanti in L'esèrcito e i suoi corpi. Sintesi storica, voi. I, Roma, 1971, p. 82. Peraltro va rilevato che la denominazione ufficiale dell'esercito del Regno di Sardegna era Armata Sarda, alla quale talvolta si premetteva il Regia, mentre a partire dall'agosto 1859 si cominciò a preferire la denominazione Regio Esercito (cfr. V. ILARI, Storia del servilo militare in Italia, I, Dal­l'* ordinanza fiorentina di Machiavelli alla costituitone dell'esercito italiano, Roma, 1989, p. 362; RAQOPPJ - BRUNELU, op. eitt p. 254), ma comparve anche quella Esercito Italiano, impiegata ad esempio da Garibaldi come Generale Comandantc-Undicesima Divistone-Esercito Italiano.
* Ibidem. Anche nel caso delle Forze Armate siamo di fronte ad uno di quei curiosi compromessi che caratterizzarono la trasformazione della monarchia piemontese in italiana, per cui Vittorio Emanuele continuò ad essere II , come pure la numerazione delle legisla­ture prosegui quella del parlamento subalpino, la Grazia di Dio venne riesumata ma congiunta alla Volontà della nazione, il Sovrano fu Re d'Italia e non, odeanisticamente, degli italiani. Una delle ragioni per cui si mantenne il II, fu comunque di carattere intemazionale, volendosi lasciare inalterato il nome del sovrano presso il quale erano accre­ditati i diplomatici stranieri.