Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Casa Savoia. Forze Armate. Secolo XIX
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Massimo de Leonardis
sarda già incrinati dopo il 1848 e che il legame assai stretto con la Corona non impedì il superamento dell'esercito dinastico della prima metà dell'Ottocento e lo sviluppo di un esercito nazionale.31) La percentuale di nobili fra gli ufficiali in SPE e tra i generali era ad esempio in Italia decisamente inferiore a quella della Prussia e poi dell'Impero tedesco.3 Se gli ufficiali manifestavano un incondizionato lealismo monarchico e sentivano la Corona come la fonte stessa della [...] [loro] esistenza, tuttavia non formavano in quanto tali un partito della Corona o i generali un partito di corte. L'esercito italiano fino alla prima guerra mondiale fu il meno compromesso d'Europa negli intrighi politici e il suo ruolo politico fu meno importante ed evidente che in Francia, nell'Impero asburgico e nell'Impero tedesco.33) Nel 1889 Fallora tenente Emilio De Bono, in servizio a Cesena, zona repubblicana e socialista, sentì questo monito dal suo comandante di divisione: L'Italia è un paese retto a libertà, perciò lascino che ognuno canti quel che vuole. Non è compito dell'Esercito intervenire; solo nel caso in cui vedessero la provocazione personale, o sentissero lanciare offese all'Esercito o alla Maestà del Re è loro obbligo di agire.34) H fatto che fino al 1920 (con la sola eccezione di Ricasoli ad interim per tre mesi nel 1861 e dal Senatore Severino Casana per 15 mesi nel 1907-1909) il ministro della guerra fosse sempre un militare era una garanzia per l'esercito di autonomia nei confronti del mondo politico e per quest'ultimo una assicurazione di imparzialità della istituzione militare in quanto tale.35) L'esigenza di mantenere le forze armate fuori dalla lotta partitica e di dare
3) ROCHAT-MASSOBRIO, op. dt, p. 86; cfr. P. DEL NEGRO, Army, State and Society in the Nineteenth and Early Twentieth Century: The Italian Case, in The Journal of Italian History, autunno 1978, p. 325.
33 Le percentuali di nobili tra gli ufficiali in SPE era. rispettivamente in Italia nel 1863 del 6.50, nel 1872 dell'8.63 e nel 1887 del 3.14, nell'Impero tedesco nel 1872 del 49 e nel 1911 del 33. Tra i generali, in Italia erano nobili il 39.65 nel 1863, il 35.43 nel 1872, a 33.55 nel 1887 (CEVA, U Fony Armate dt, p. 63). NelTVIIl, IX e X legislatura (1861-70) etano nobili circa un terzo dei deputali e due terzi dei senatori militari (cfr. ROCHAT - MASSOBRIO, op. ci/., p. 61, n. I).
33) Sono riferito nell'ordine le opinioni di CEVA, Le Forsp Armate, dt, pp. 64-65; R. LURAGHI, 1/ comando dell'esercito dal 1882 al 1918, in 11 problema dell'alto comando dt, p. 142; ROCHAT-MASSOBRIO, op. àt.t pp. 40 e 42.
M> E. DE BONO, Nell'esercito nostro prima Manterrà, Milano 1931, p. 283.
*5) I militari presenti in parlamento si distribuivano equamente in tutti i settori politici (cfr. ROCHAT - MASSQBRIO, op. dt., pp. 61-62). Anche il ministro della marina fino al 1921 fu quasi sempre un ammiraglio, con maggiori eccezioni però, forse dovute al fatto che il primo ministro della marina del Regno d'Italia fu un civile, Cavour stesso.