Rassegna storica del Risorgimento
Repubblica Romana del 1798. Repubblica Romana del 1849
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1999
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Monarchia, famiglia reale e forye armate 191
cura, una abilità e, quando necessario, una fermezza che provano come egli la considerasse l'ago della bilancia dei suoi rapporti con Mussolini.40) Da parte sua il Duce non ritenne di rischiare uno scontro frontale con la monarchia per ottenere la fascistizzazione delle Forze Armate. La permanenza di Badoglio per 15 anni nello stesso incarico di capo di Stato Maggiore Generale (una eccezione nel quadro del regime) costituiva per il Re la garanzia della fedeltà monarchica delle Forze Armate e non contrastava con i limitati obiettivi di Mussolini, almeno fino a quando, a seguito della conquista dell'Impero, questi cominciò a manifestare una vocazione di 'condottiero di eserciti' ed a porsi concretamente il problema della liquidazione della monarchia al termine di una nuova grande guerra vittoriosa e fascista, da lui personalmente progettata e diretta. GÈ scontri tra Re e Duce sul primo maresciallato dell'Impero e, alla vigilia della guerra, sulla titolarità del Comando Supremo, furono gli episodi più clamorosi delle tensioni nella diarchia e, non a caso, riguardarono le Forze Armate.41)
Re, Principi e Duchi
Dal 1848 al 1943 ben sette membri della dinastia sabauda, tra i quali due futuri Re d'Italia, furono decorati di medaglia d'oro al valor militare; avrebbero potuto essere otto, comprendendo anche Vittorio Emanuele UE, se questi non avesse ripetutamente rifiutato di esserne insignito. La modestia del Re Soldato compensò la generosità delle altre elargizioni; discutibile la medaglia d'oro conferita ad Eugenio di Savoia, Principe di Carigna-no, per essersi distinto nel 1861 quale luogotenente generale del Re nelle Provincie meridionali all'assedio di Gaeta e nella repressione del brigantaggio , ovvero nella guerra civile contro i fedeli di Francesco II di Borbone.42)
*9 R. DB FELICE, Mussolini il duce, II, Lo Stato totalitario 1936-1940, Torino, 1981, p. 19, I, GB anni dal consenso 1929-1936, Torino, 1974, pp. 277 e 282. Sulla maggiore propensione fascista, della Regia Aeronautica, da non sopravvalutare, cric. MAZZETTI, La politica militari italiana cit, pp. 112-113.
) Cfr. ivi, pp. 63-73, 84-88, 200-202; DE FELICE, Gli anni del consenso cit, pp. 282-286 e Lo Stato totalitario cit, pp. 23-35; ARTIERI, Dalla Vittoria cit., pp. 509-510; M. DE LEONAROIS, La monarchia e l'intervento dell'Italia in guerra; in LI tali a e la politica di potenza in Europa (193840), a cura di E. Di Nolfo, R. H. Raincxo, B. Vigezzi, Milano, 1985, pp. 39-67; L. CEVA, Appunti per una storia dello Stato Maggiore generale fino alla vigilia della non belligeranza (giugno 1923 -lug/io 1939), in Storia Contemporanea, a. X (aprile 1979), n. 2, pp. 207-251.
*?) Il consiglio dei ministri deliberò la medaglia d'oro al Re dopo la conquista di Gorizia; se ne riparlò a guerra finita e poi ancora nel 1925, per iniziativa del Gruppo Medaglie