Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana del 1798. Repubblica Romana del 1849
anno <1999>   pagina <194>
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Massimo de JLeonardis
Umberto I ebbe il suo momento di gloria in battaglia da Principe Ere­ditario a Custoza nel 1866, dove, ventiduenne, comandava la 16a divisione, inquadrata nel IH corpo d'armata del generale Morozzo della Rocca. In­torno alle 7 del 24 giugno, mentre il Principe di Piemonte si trovava con il suo Stato Maggiore lungo la strada nei pressi di Villafranca, giunsero al galoppo quattro squadroni del reggimento Ulani n. 13, del quale, ironia della sorte, era colonnello onorario Luigi di Borbone Conte di Trani, fra­tello di Francesco II Re delle Due Sicilie. Il Principe ordinò ai battaglioni della brigata Parma di formare i quadrati per affrontare la carica nemica e fece appena in tempo a saltare in mezzo a quello formato dal IV batta­glione del 49 fanteria, da dove diresse la difesa contro l'assalto della caval­leria austriaca. Fu decorato di medaglia d'oro e meritò sul campo la stretta di mano e l'elogio di Nino Bixio, in genere assai parco di lodi, un episodio che fu paragonato all'investitura a cavaliere di Francesco I da parte di Baiardo alla battaglia di Marignano. Il quadrato di Villafranca entrò a far parte delle glorie nazionali, celebrato da scrittori e raffigurato da pittori44)
Il Principe di Piemonte aveva ricevuto una educazione quasi esclusi­vamente militare o per meglio dire relativa all'esercito, che Delle cose di mare [gli] fu [...] insegnato [...] quel tanto del quale non avrebbe potuto fare a meno il futuro capo dell'esercito e dell'armata. Nel 1872 diresse le grandi manovre tra il lago Maggiore e il lago d'Orta e firmò poi la relativa rela­zione al ministro della guerra, un volume di 166 pagine, vero modello del genere, certo scritto come d'uso in buona parte dal suo Stato Maggiore, ma ricco di osservazioni e di critiche sue personali. Pur sempre presente alle cerimonie significative della marina, che durante il suo regno divenne una delle maggiori al mondo, all'esercito Umberto I dedicò le sue cure più assidue e al mondo militare, favorevolmente paragonato a quello politico, dimostrò la sua più viva simpatia, in ciò d'accordo con la Regina Marghe­rita- Solo nelle questioni relative all'esercito fece prevalere la sua volontà, come per il mantenimento dei 12 corpi d'armata, sia pure a ranghi ridotti. Le alte spese militari, dovute anche alla necessità di non sfigurare all'interno della triplice alleanza, dopo Adua furono soggette a dure critiche da parte di autorevoli economisti; ciò e il frequente impiego dell'esercito nell'ordine pubblico fecero crescere l'antimilitarismo che, osservò Antonio De Viti De Marco, tendeva a diventare anche opposizione alla monarchia. Umberto I,
**) In una delle volte del Collegio Militare di Roma, inaugurato nel 1883 a Palazzo SaJviati, furono dipinti quattro fatti d'arme: la carica dei carabinieri a Pastrengo con Carlo Alberto e il suo Stato Maggiore, quella dei cavalleggcri a Montcbcllo, San Martino con Vittorio Emanuele II e il quadrato di Villafranca con il Principe Umberto.