Rassegna storica del Risorgimento
Repubblica Romana del 1798. Repubblica Romana del 1849
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Monarchia famiglia reale e Jore armati 199
non commise ertoti e svolse alla petfezione il suo compito, tanto che, dopo Caporetto, il matesciallo Foch, il genetale Domenico Grandi e lo stesso consiglio dei ministri, con l'esclusione peto del ptesidente Odiando, lo avtebbeto voluto successore di Cadorna. Dopo la guetta il Duca divenne un monumento nazionale e i suoi funerali, nel 1931, futono grandiosi Già decotato di medaglia d'argento (come la moglie, Ispettrice della Ctoce Rossa), ottenne la medaglia d'oto alla memoria.54
Se possibile, ancota più esaltata è stata la figura del suo figlio maggiore Amedeo, terzo Duca d'Aosta, anche perché coronata dall'aureola della motte in prigionia, ed è significativo che essa sia tuttota oggetto di genetale rispetto, anche dai supetstiti del fascismo repubblicano, e di dutatuto ricotdo, soprattutto da patte dell'Aeronautica Militare, arma nella quale concluse la sua cartiera militate con il gtado di generale d'armata aerea. Volontario a 16 anni nella Grande Guetta come soldato semplice nel-rartiglieria a cavallo, fx promosso ufficiale e decorato di medaglia di btonzo e d'argento. Nel 1932 passò nella Regia Aeronautica; nel 1936 ottenne un'altra medaglia d'argento pet avet estratto dall'aereo in fiamme, ustionandosi, un pilota abbattutosi al suolo. Viceré d'Etiopia e comandante superiore in Africa Orientale, fu decotato di medaglia d'oto dopo la tesa con gli onori militari all'Amba Alagi.55) Da rivalutate è la figura di suo fratello Aimone, Duca di Spoleto e poi d'Aosta.56)
*) Sui Savoia-Aosta cfr. Artieri, Cronaca del Regno d'Italia, I e IT, cit, passim; S. BERTOLDI, Aosta. Gli altri Savoia, Milano, 1987; A. TOSTI, Emanuele Filiberto di Savoia Duca d'Aosta e l'Armata del Carso, Milano, 1941; UN FANTE DELLA TERZA ARMATA (Nino Villa Santa), Orazioni e proclami di S4.R. Emanuele Filiberto di Savoia Duca d'Aosta, Bologna, 1926; A. LUMBROSO, Cinque capi nella tormenta e dopo, Milano, 1932, cap. EH; M. Cervi, // Duca invitto, Novara, 1987; A. BERRETTA, Amedeo d'Aosta. Il prigioniero del Kenia, Torino, 1956; G. SPERONI, Amedeo duca d'Aosta, Milano, 1984; lD.s Amedeo d'Aosta, re di Spagna, Milano, 1985; AA.W., I Condottieri. D'Annunio-Balbo-Amedeo d'Aosta-Muti-Borghese, Roma, 1964; M. TNDERINI - M. SHANDRICK, // Duca degli Abrui, Novara, 1997. Nei fatti la fedeltà degli Aosta ai Sovrani fu fuori discussione e la loro fronda fu nulla a paragone, ad esempio, di quella plurisecolare degli Odéans. Nella Grande Guerra mori, per una malattia contratta in trincea, il Conte di Salemi, fratellastro del Duca D'Aosta, figura per certi versi imbarazzante, comunque salito da soldato semplice a ufficiale per meriti di guerra, ferito e decorato di due medaglie d'argento.
3S) Già all'epoca dal Maresciallo Caviglia e successivamente da alcuni storici è stata criticata come insensata la decisione strategica di concentrare le forze sull'Amba Alagi. In verità lo stesso Viceré, già vincolato alle direttive strettamente difensive impartite a suo tempo da Badoglio, non era convinto di cale .mossa, ma fu condizionato dal diverso parere espresso dal Consiglio di governo dell'Impeo) (efir. BERRETTA, op. àt., pp. 228-229; E. FALDELLA, // Duca d'Aosta si comportò da eroe, supplemento a Monarchia oggi, ottobre 1975).
-) Guardiamarina e volontario nella Grande Guerra nelle siluranti, alla fine del conflitto comandava una torpediniera. Nel 1935-36 combatté in Etiopia, prima al comando di