Rassegna storica del Risorgimento
Repubblica Romana del 1798. Repubblica Romana del 1849
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1999
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Massimo de Leortardis
Quando appunto Tessere monarchici era un fatto naturale, le sconfitte militari portavano la nazione a stringersi maggiormente attorno al sovrano. Ma da tempo non era più così. L'Italia perse la guerra e la perse male. La crisi dell'esercito 1*8 settembre rendeva impossibili sia ogni velleità di resistenza militare al verdetto del 2 giugno 1946 che successivi tentativi restauratori imperniati sulle caserme. Il Re trovò comunque chi versò il sangue per lui: i nove popolani di via Medina a Napoli uccisi dalla polizia di Giuseppe Romita. Ecco un'altra prova che la monarchia in Italia fu soprattutto un istinto. Quei giovani non pensarono che ottantacinque anni prima i loro avi avevano combattuto per il loro Re Borbone contro il Savoia usurpatore; non dissero come gli intellettuali controrivoluzionari trent'anni dopo chi di plebiscito ferisce, di plebiscito perisce: offrirono la vita in difesa d' O Rre nuosto. Due di loro appartenevano alla Regia Marina. Un ciclo si era chiuso da quando nel 1834 il carabiniere Giovanni Battista Scapaccino era stato decorato di medaglia d'oro per non aver voluto inneggiare alla repubblica come gli intimavano gli insorti mazziniani.64)
MASSIMO DE LEONARDIS
Armate abbandonate a loro stesse, avrei obbedito ... , cosi il Comandante Borghese citato in Jum'o Valiriò Boy/tese e la X" Vhttiglia MAS. Dall'8 settembre 1943 al 26 aprile 1945, a cura di M Bordogna, Milano 1995, p. 39.
<*> Il caso piò noto dì Scapaccino ebbe un identico precedente nel 1798, quando u sergente del battaglione guastatori Gioanni Boscardi, (soprannominato Sani Penr)t capostipite di una dinastia di militari, fu ucciso da ribelli giacobini per aver rifiutato di gridate Viva la repubblica, morendo invece al grido di Vìva il Re. Il padre ricevette una pensione da Re Cado Emanuele IV (documentazione fornita all'A, dal Brigadiere Generale Dott Enrico Boscardi)*