Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana
anno <1999>   pagina <209>
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Carteggio R. Schramm-BS. Mainerì
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e mercé un suffragio universale. S'intende che come riteneva da annettere Trieste, l'Istria ecc., così negava la rivendicazione di terre abitate da slavi o da altri popoli non italiani.29) Sempre nel 1878 si deve al cavaliere prussiano l'uscita di una recensione al poderoso contributo epistolare curato dal Maineri30) su un'autorevole rivista di studi storici.31)
III. Il manipolo epistolare tratta quasi esclusivamente temi politici: per questo motivo ci è parsa soluzione opportuna pubblicarlo come docu­mento, più che utilizzarlo sotto forma di saggio; in tal caso sarebbe svanita la spontaneità e l'immediatezza che lo contraddistinguono.
Rimandando pertanto alla lettura diretta delle missive ci sia consentito annotare qualche appunto propedeutico alle stesse. Tacendo l'ottima forma­zione ricevuta ed il livello sociale della famiglia, i continui viaggi rappresen­tano una fonte di conoscenza32) privilegiata, come le città abitate, crocevia d'interessi internazionali e però osservatorii quanto mai ricchi di spunti, dì possibilità, d'incontri: lo Schramm fu a Londra,33) a Francoforte (sede della Confederazione germanica) e nelle maggiori città tedesche, fiamminghe, a Madrid,34) ad Ostenda, a Milano, a Napoli, a Roma e via dicendo.
Notevoli gli aspetti comuni fra il Bismarck e lo Schramm, oltre all'antico condiscepolato: anche il principe Schònhausen, ad esempio, fu diplomatico (con rapporti, ricevimenti, etichetta, intrighi...) a Francoforte, ed anzi tale periodo lo rese esperto di politica e non solo della macchina parlamentare come sino allora era stato. Vicini sopra tutto nella visione dell'Europa, nell'auspicare e nel perseguire una politica di potenza, nel pensare che valere significasse esser temuti, nel rivendicare alla Prussia uno spazio maggiore nello scacchiere europeo e mediterraneo. Entrambi si sentivano prussiani, prima che tedeschi; per entrambi lo Stato doveva essere organizzazione di potenza, principio d'ordine e di autorità; occorreva de­streggiarsi mercé equilibrio ed altri mezzi fra le superpotenze imperialiste (ci si passino i termini), vale a dire la Russia, la Gran Bretagna, la Francia e l'Austria, il cui peso era superiore alla potenza reale, appunto in grazia dell'equilibrio loro favorevole.35) Antiparlamentare il Cancelliere di ferro si
2 R. SCHRAMM, DOS mittelaltericbe Kaisertum in jedtm politiscben und sostale Bedeutung, io Elberfeld Zeitong, 17 dicembre 1878.
*9 G. PALLAVICINO -D. MANIN, Epistolario politico 1855-57 con note e documenti per B. E, Mai/ieri, Milano, Bortolotti, 1878.
3 Annali Prussiani, XLI, 1878.
9 XaxoC tieopeiu, per dirla con Erodoto,
3 Il decennio londinese e peraltro quello più povero di notizie, nella biografia del Nostro.
W Cfe. lettera XVI, qui edita.
35) G. MANN, Storia della Germania moderna 1789-1958, Milano, Garzanti, 1978, passim.