Rassegna storica del Risorgimento
Repubblica Romana
anno
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1999
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pagina
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211
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Carteggio R. Scbramm -B.E. Mainerì 211
L'evoluzione peraltro è comune nelle vicende umane: anche il Maineri mutò giudizio sul BismarcL Se il confronto col Cavour nella lettera XVII appare piuttosto chiaroscurale, un decennio innanzi era quasi idilliaco: Qui, il Conte di Cavour modera gl'impeti generosi della Rivoluzione e l'avvia alla meta; là, il conte di Bismarck natura e genio perfettamente tedesco con una tenacità più unica che rara, spinge, quasi direbbesi nolente, il paese al compimento de' suoi alti destini. Tutta la segreta virtù dei risultamenti ottenuti dal Bismarck in Germania sta nell'energia del volere: uomo veramente straordinario e benemerito del suo paese, negli ostacoli stessi e nei perigli assunse lena maggiore, manifestò più radicali propositi.4
Grande efficacia posseggono alcune pagine delle nostre lettere, quali quelle sulla rulminea campagna prussiana della guerra franco-prussiana del 1870, le scene dei soldati all'assalto di Weissemburg ed i treni di feriti (lettera IV), il nipote volontario bersagliere contro la volontà patema (lettera V), le impressioni su Milano dopo un anno di lontananza (lettera XII), la gustosa scenetta con Marco Minghetti (1818-1886) ad Ostenda (lettera XVI), forse alquanto antipatico al prussiano per aver addolcito le relazioni italiane con l'Austria,43) le biennali lezioni di pittura alla figlia di Rudolph da parte di Domenico Induno (1815-1878) e l'infedele statua erette al Brera in suo onore (lettera XXTV), le peripezie incontrate dallo Schramm divenuto apolide, nel fondare un giornale (lettera XXII). In quasi tutte troviamo materia per convincerci delle capacità e delle conoscenze del Diplomatico nel cogliere la situazione interna della Germania (lettere XV, XIX, XX) e della Dieta (lettere XXV, XXVH), il problema greco (lettera XIV), l'im-
ma il genio di così prospère sorti e figlio della libertà di coscienza acquistata con tanto sangue nelle lunghe lotte del secolo XVI; emana dagli ardimenti di Lutero, di Melantonc, di Rcuchlin, di Ulrico di Huttcn, di Calvino e di Zwinglio, i quali originarono una filosofia nuova, diedero novelle forme alla letteratura ed all'arte. Questa politica emancipatrice è propria delle due nazioni, che hanno fini e interessi più consenzienti e conformi che non mostrino le apparenze. Il risorgimento italiano non fu una semplice lotta per l'unità e l'indipendenza, ma anche una guerra contro il Papato; e, combattendo per la libera ragione e la libera coscienza, concorse all'incivilimento contemporaneo: per tal modo, fermo in suo diritto, seguiva le tradizioni di Dante e Machiavelli, di Arnaldo e Stefano Porcari, di Rienzi, Savonarola e Sarpi, dei due Soccino e d'Alberico Gentili; e cosi procedette nella via tracciata dalle libertà inglesi, dalla Riforma e dai grandi princìpi dcll'89 a prò d'un'ordinata e piena liberta. Illustre Cancelliere, in Italia questi sentimenti sono condivisi da quanti professano schiettamente l'idea liberale, da quanti, educati dalla storia e da' fasti contemporanei, hanno irrevocabilmente condannato il Vaticano. Costoro approvano la politica ecclesiastica di V. E., la quale fa trionfare la sovranità nazionale e la legge sopra le congiure delle avverse parti Quest'esempio non può essere senza frutto per noi, disposti ad assecondare, in armonia d'interessi, le aspirazioni dell'Allemagna. Su questa base la nostra patria attende piena e duratura alleanza con la Vostra nazione, alleanza pegno di prosperità e di pace. Con profondo rispetto (esemplare presso lo scrivente).
42> B.E. MAINERI, Introduqotu a E. DE LA BARRE DUPARCQ, Storia cit, I, p. 60.
43) D. MACK SMITH, Storia d'Italia dai 1861 ai 1958, Bari, Laterza, 1964, p. 193.