Rassegna storica del Risorgimento
Repubblica Romana
anno
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1999
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pagina
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218
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218 Gian Juuijn Bru,
Parleremo di ciò dopo la vittoria. Bismarck ha detto, forse per scherzo, che i Francesi nel caso della vittoria dei Prussiani, dovevano conservare il loro Napoleone per punizione. Vuol dire che pagheranno in altra moneta.
Per lungo tempo non ho visto giornali italiani Son persuaso che il vostro governo è in alleanza segreta colla Francia, ma i vostri soldati arriveranno troppo tardi ed in questo caso non possono servire che per perdere l'Italia. Allora la pace si farà sulla spesa d'Italia. Già alla pace di Villa franca Napoleone ha proposto all'imperatore Francesco Giuseppe di cambiare le parti: di garantire lui la Lombardia e la Venezia, se volesse obligarsi di non difendere il Reno. II giornale inglese Times l'ha pubblicato in questi giorni. Bismarck nella circolare del 29 del mese passato, ha detto due cose rispetto all'Italia di grande importanza:
1 Che il principe Napoleone, genero del vostro Re,1(9 ha detto a Berlino che in Italia non si sapeva ove la frontiera della lingua francese cessava e quella della lingua italiana cominciava, volendo dire che il Piemonte e la Liguria o parti di essi, erano oggetti possibili di annessione per la Francia.
2 Che nel 1866 la perdita della battaglia di Custoza era cosa stipulata dall'Italia colla Francia, allo scopo di permettere all'esercito austriaco, allora nel Lombardo Veneto, di recarsi contro i Prussiani La Francia in questo momento taceva tutto nel suo potere per procurare la vittoria agli Austriaci, non per aiuto, ma per astuzia. Voleva vendere il suo aiuto alla Prussia: il prezzo era le provincie renane. Non è un giornale o un privato che parla così, ma il ministro Bismarck nella sua circolare ufficiale del 29 luglio imputa al governo italiano di quest'epoca d'aver cospirato nel 1866 colla Francia per la perdita della Prussia* Per questo è provato che il vostro esercito a Custoza è stato tradito dal proprio duce, il quale aveva promesso di non vincere, di fare di sorte che l'esercito austriaco fosse libero per tornare in Germania. Bbrio ha detto la stessa cosa. Ma nella bocca di Bismarck è immensamente più importante. Non resta all'Italia che fare il processo a costoro che hanno venduto l'onore e la fortuna dell'Italia e di punirli. Un ministro non può far accuse di questa gravezza. La circolare del 29 luglio io considero la prova del trattato d'alleanza fra l'Italia e la Francia per questa guerra.
Per questo mi pare che l'Italia versa in grandissimi pericoli. Il governo prussiano è furioso contro il vostro e si Napoleone, trovandosi nella necessità di far cessione dell'Alsazia con Strasburgo alla Germania, domanda di permettergli di fare con l'Italia [quello] che vuole: il nostro governo lo farà, e Genova e Torino saranno città francesi In mia opinione il pericolo per voi è grandissimo. Visconti Venosta17) è un asino. Il Re pare che ha poco in considerazione il caso della vittoria prussiana. Sarebbe il meglio per lui, nel caso che la grande battaglia da aspettarsi in alcuni giorni, sarà perduta dalla Francia, di abdicare immediatamente in favore non del suo tìglio Umberto o Amadeo, ma del nipote Duca di Genova. La Francia dovrebbe far la repubblica adesso: sarà troppo tardi dopo la vittoria della Prussia. Essa dirà ai repubblicani che li riguarda come nemici non meno che i bonapartisti; vuol dire che considererà il cambiamento di governo nell'ultimo momento come un colpo di teatro. Non. conoscendo la situazione interna attuale dell'Italia e lo spirito dell'esercito, non posso di più, ma è mia opinione che senza guerra civile le cose
W Girolamo Napoleone, cugino dell'Imperatore, aveva sposato Clotilde, figlia di Vittorio Emanuele IL
,7) Il marchese Emilio Visconti Venosta (1829-1914), più volte ministro degli esteri nei governi della Destra storica.