Rassegna storica del Risorgimento
Repubblica Romana
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1999
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220
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220 Gian Luisi Brusitone
dubbio bombardala, il che si potrà fare senza prendere fortezze. Quando alcune vie sono incendiate, gli abitanti cercheranno di salvare la città. Buonapartc dipenderà dalla battaglia che noi aspettiamo: non potrà tornare a Parigi, dovrà fuggire in Belgio o morire nella battaglia.
Vedo dai giornali che Visconti Venosta ed il ministero hanno la maggioranza della camera, che il popolo non può fare niente. Non sono per andare a Roma, ma per riprendere in primo luogo [la via per] Savoia e Piemonte. Sono arrivato in questo momento. Starò qualche tempo per pubblicare i miei pensieri sulla politica anche italiana. Scrivetemi alcune righe: vorrei sapere in modo sicuro che si pensa delle azioni della strada ferrata dell'alta Italia, i così detti Lombardi Non si crede che il corso ne caverà tremendamente, quando Napoleone perderà l'ultima battaglia? Noi siamo risolutissimi di vincere ad ogni costo.
Ieri ho accompagnato il primo nato figlio della mia sorella di 18 anni, per entrare ai bersaglieri come volontario. Il padre non voleva, perché ne ha bisogno in negozio. Mia sorella lo vuole ed io ho pagato l'equipaggiamento per farlo indipendente. Mia sorella ha preso quattro feriti nella sua casa e fa tutto per essi.
Il mio scritto è già antiquato. Domani scriverò per insistere che la guerra non sia. finita con una pace ordinaria. Deve perdere l'Alsazia e Strasburgo e pagherà le spese, cedendo a noi la sua marina. Sarà una buona cosa per l'Italia, che allora veramente sarà libera; sarà più potente sul mare per alcuni anni che la Francia. Io farò [quello] che potrò per infiammare l'opinione pubblica che domanda la marina francese. Che peccato, che peccato che siete governato da tanti asini senza cuore né intelletto politico.
Vi stringo la mano
R. Schramm
VI
Domenica2 Caro Amico,
Mommsen è illustre per lo studio del cadavere romano. Lo considero nella politica attuale un asino arrogante come il vostro senatore Mamiani21) e come Billia.22) Politicamente Mommsen appartiene a un partito il più nemico di tutti a me, dal quale sono stato calunniato nella maniera più assurda e infame come reazionario, esaltato, venduto al governo etc. per la ragione che io ho dichiarato nel 1861. 1862 e 1869 che i loro capi erano asini e codardi e che Bismarck era l'uomo da seguire. Mommsen era partigiano del Duca di Augustenburg, voleva stabilirlo Duca di Schleswig Holstein contro la Prussia. Non vedeva che la sua politica conduceva alla guerra civile, essendo questione di vita o di morte per la Prussia. In questo tempo Mommsen in una grande assemblea pubblica ha detto che considerava ogni uomo che non era in favore dell'Augustenburg un truffatore assoluto. Nella mente sua i diritti feudali del Duca superavano tutto. S'immaginava che noi altri avevamo spento il nostro sangue e tesori per ristabilire il municipalismo holsteinese.
W La lettera, priva di data, è collocabile verso il 1870 e vergata a Milano.
> Terenzio Mamiani della Rovere (1799-1885).
22) Antonio Billia (1834-1873), patriota, giornalista, deputato.