Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana
anno <1999>   pagina <228>
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228 Gian Irrisi Bruztrone
governo ricerchino e ricompensino i liberali benemeriti che sono stati negletti e offesi dai moderati. Questo è il mio caso. H 20 marzo 1866 io, incaricato con affari consolari d'Austria, ho scritto all'ambasciatore Usedom e al medesimo tempo al Bismarck, che gli interessi del mio paese ed il mio onore non mi permettevano più la posizione equivoca e pregava di essere dispensato dal servizio austriaco. Questo appunto mi riportava4?) 20 o 30 lite al giorno per legalizzazioni; il servizio consola­re di Prussia, niente. Lo faceva appunto per assicurare l'opinione pubblica nella Lombardia, in che sono riuscito egregiamente. Se ITJsedom e Bismarck avessero rifiutato, sapevano bene che avrei dato subito le dimissioni e ne avrei pubblicato la ragione. Mi sono state mandate da Peschiera spie austriache: mi sono rifiutato recisamente a tutto che mi si domandava. Ho dato denaro, cento lire, a uno per guadagnarlo alla nostra causa. Tutte le spese del mio officio segretario italiano, bolli di posta, ajuto pecuniario a viaggiatori ho pagato di tasca mia. Sono am­montate a tremila lire, ma voleva godere della mia piena indipendenza. Dopo Custoza sono andato a Berlino e ho pregato il Bismarck personalmente di operarsi per lasciar avere il Trentino agli Italiani. Mi ha risposto che non ne era avverso,5 ma dovevano vincere. Hanno fatto peggio che non vincere, mi diceva. Hanno proclamato con una certa ostentazione la loro disfatta. Perché non si poteva dire che il giorno era indeciso? Ho riferito questo al La Marmora a Firenze. Egli mi ha risposto che non lui, ma il Ministro aveva pubblicato il suo rapporto.
Patto domani, domenica sera. Il mio indirizzo è: C. Remkes C, fabbrica di carta, Elberfeld, e durante il mese di agosto: Ostende, Belgio, poste restante. Vi stringo la mano
R. Schramm
Ho fatto la conoscenza del Signor Conte Bardessone:51) perché non si impiega lui nella diplomazia? Mi sembra molto adatto a un posto importante
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Milano, 15 luglio 1878 Caro Maineril
Non avendo potuto finire ì miei bauli jeri, vi scrivo un'altra volta. Vi è una buona occasione per voi di prestar servizj al vostro paese e di farvi una fama mondiale. Le dimostrazioni vane per le cosi dette provincie non redente devono essere convertite a un uso pratico in favore della Grecia. Andateci, fate professione di vostra simpatia profonda per gli Italiani di Trieste, d'Istria, di Dalmazia, pure dissuadendo loro di tirarsi adosso le sevizie austriache, ma chiamate la simpatia dei generosi per dare ajuto alla Grecia. È tempo utile per la Grecia. Se riuscite a spingere gli Italiani di promettere volontari garibaldini alla Grecia e a eccitare
*> Fruttava, rendeva.
SQ Altri sostiene che il Bismarck escludesse di proposito il Trentino, ritenendolo ter* ritorio tedesco. Cfic: D. MACK SMITH, Storia d'Italia dal 1861 al 1958, Bari, Laterza, 1964, p. 127.
39 Penso alluda al conte Cesare Bardesono di Rigras (1830?-1892), alto funzionario, segretario del Cavour, senatore.