Rassegna storica del Risorgimento
Repubblica Romana
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1999
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234 Gian htrìp Brucme
sazia e Lorena: non si capisce. Perché chiamate iniquo e oltraggioso il patto di Berlino? Io ho scritto un opuscolo contro le pretese inglesi. Ma chi è quello che trovate oltraggiato? Forse il turco? il vostro pensiero non posso divinare. In che occasione e modo il Bismarck ha signoreggiato il diritto eterno? Egli ha eseguito la volontà del nostro popolo, il nostro diritto nazionale oltraggiato per il trattato del 1815 e per la pace del 1648 che cedeva paesi e uomini tedeschi alla Francia. K poi in che modo crede che il socialismo, comunismo e nichilismo siano una conseguenza della prepotenza del Bismarck? Quando viveva Lassalle, il Bismarck ha protetto il movimento degli operai Anche Bismarck non è stato unitario, dapprima. Dapprima domandava all'Austria nient/altro che una presidenza della Dieta alternativa, un anno l'Austria, l'altro la Prussia. L'Austria per concedere questo poco domandava da noi in controcanto una guarentigia assoluta delle sue provincie non tedesche. Questo era nel 1861: ho le prove in mano. Se avessimo concesso questo, Venezia apparterrebbe ancora all'Austria. La vostra conclusione: romanità, germanismo è una detestabile calunnia da parte di un uomo di cuor onesto, che conosce niente della storia della Germania.
Spero che la riflessione sia una sfogo di collera. Vorrei aver queste riflessioni scritte da un Bonghi o Minghettì: vedreste come lo tratterei Però è veleno che avete versato ai vostri compatrioti ed il contrario assoluto del vero. Pentitevi, confessatevi, prendete la comunione e rimanete amico del barbaro e bruto tedesco che mi conoscete
Schramm
xvra
Lennep, 17 febbraio 1879 Caro Amico Maineri,
Prego mandatemi le stesse parole del discorso del Signor Cairoli nel Parlamento con cui ha detto che l'Inghilterra gli abbia fatte certe offerte circa l'Istria.7*?
profondo e ferreo intuito volle e ottenne l'unità della patria tedesca subordinandone le sorti agli artifìzii e a' vantaggi d'una politica troppo tenera del proprio, troppo obliosa dello altrui, d'una politica che par disdegnare i suffragi dell'opinione pubblica, pur di procedere temuta e sussidiata dalla forza materiale. Il successo, è vero, abbagliò i molti, ma or viene via via smagandosi e mostra meglio il divario esistente fra la forza morale e materiale, tristo ammaestramento all'Europa civile, già impensierita all'iniquo e oltraggioso patto di Berlino, auspicato dal gran Cancelliere [...] Egli non esita a mostrare che la forza materiale signoreggia il diritto etemo. Di qui la volontà dei popoli, di là la conquista; per l'uno la giustizia e il progresso; per l'altro la prepotenza e la riopra che finiscono nel socialismo e nel comunismo o nikilismo invadenti La storia che narrerà l'ultima evoluzione da lui compita, ne dirà i motivi ultimi, ma i fatti valgono già a dare adeguati criteri permettendoci di delineare i tipi di questi due insigni uomini di stato; l'uno dei quali pose a fulcro di sue opere l'opinione e la coscienza pubblica, legittime interpreti del diritto nazionale, l'altro sommise questo alla forza brutale elevando la propria volontà sopra il volere dei popoli: antagonismo che si comprende e si spiega in queste due parole: romanità, germanismo.
w) Ferdinand Lassallc (1825-1864), avvocato ebreo di Breslavia, fondatore del Partito socialdemocratico.
70) Non ci sembra ozioso ricordare la tradizione orale della famiglia Maineri, secondo la quale vari discorsi del Cairoli furono stilati da Baccio.