Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana
anno <1999>   pagina <242>
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242 Gian Luigi Bruitone
prussiana o tedesca presso Papa Pecci, mandatolo a Bismarck e ad altri. Ho detto che questa ambasciata avrebbe il significato di essere un insulto e, il caso occor­rente, una minaccia contro il popolo italiano e che il Bismarck costituendosi a protettore del Papa violenta le coscienze protestanti che abborriscono il papato e che sperano che sarà distrutto e scacciato per mezzo sia del Parlamento nuovo italiano, sia dei circoli anticlericali. È mia intenzione di andare a Roma per convin­cermi che cosa sono i circoli anticléricali, se sono composti di uomini serii ed influenti.
Nella nuova Dieta della Germania i clericali che vogliono la restaurazione del potere temporale del Papa sono il partito numericamente il più forte e non è impossibile che pervenga a esercitare grande influenza sul Bismarck, il quale è riputato essere capace di sacrificare gli interessi nazionali dell'Italia al partito cleri­cale in compenso di servizj che questo gli presterebbe nella politica intema.
Mi pare inutile che io mandi da qui una petizione alla Dieta, chiedendo che raccomandi al governo di finire colla questione romana, cioè formalmente di riconoscere il diritto del Regno d'Italia in Roma e lo stato detto della Chiesa. Però la Dieta aprendo il 17, domani, e probabilmente chiudendo presto, non c'è tempo da perdere. Però non sono certo sulla forma né sul contenuto preciso della do­manda mia. Prego di parlare su questo punto col Signor Cairoli e con altri distinti statisti e di mandarmi le parole precise di ricognizione della annessione ed incorpo­razione degli Stati della Chiesa e di Roma nel Regno d Italia, che sarebbe utile per l'Italia di ottenere dalla Germania. La formula deve essere tale di poter servire anche per l'Austria e la Francia. Vi stringo la mano H vostro
Rodolfo Schramm
XXVI
Milano, 27 novembre 1881 Carissimo Amico!
Non ho avuto l'intenzione di offendere voi e la vostra cara patria, che anche a me è simpatica, coll'aprire la questione di Roma che voi proclamate morta, chiudendo gli occhi contro il fatto che il clericalismo in unione col feudalesimo ha la maggioranza in Austria ed avrà se accresce di pochi voti la maggioranza nella Dieta germanica, e spera fra pochi anni per mezzo del suffragio universale di dominare il parlamento italiano. Io, settuagenario, non vivrò per vederlo. Voi vedrete governi clericali in Italia, Austria, Germania accordarsi a restituire la sovra­nità temporale del Papa, almeno sulla parte di Roma che egli occupa adesso. Sarà un pericolo per l'Italia. I vostri 28 milioni non possono muovere un dito se la maggioranza parlamentare italiana si pronuncia in favore della restaurazione della sovranità temporale del Papa, la quale difatti per attuare il Sillabo e l'elenco d'errori di Pio IX gli è assolutamente necessaria. Voi siete liberale ortodosso: dunque il principio del parlamentarismo come questo della nazionalità per voi sono principii assoluti Non per me. Se un giorno la maggioranza a Montecitorio per salvare le loro anime delibera di rendere al Papa parte di che gli si ha preso, dovete sotto­mettervi senz'altro. Per me non c'è nel mondo principio assoluto, eccettuato questo; che l'uomo appartiene alla terra e che Iddio, la Provvidenza, il Cielo e l'inferno sono menzogne di gente interessata.