Rassegna storica del Risorgimento
Repubblica Romana
anno
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1999
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pagina
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248
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248 Gian Luigi Brusgpne
in sforzi impotenti Non parlerò più di politica con voi. In tutti gli altri campi spero che resteremo amici per la vita. Sempre vostro
Schramm
Dallo Statuto ho visto che i cìrcoli anticlericali di Roma sono una mera cosa teatrale e non hanno uno scopo serio. GÈ articoli II e IV sono illogici, perché compresi nell'articolo L E che vuol dire l'articolo VI: dando in caso di massima urgenza potere deliberativo al comitato centrale e riservando ai circoli il diritto di ripudiare ciò che il comitato centrale ha fatto? Non accetterei mai di essere membro del comitato centrale sotto condizioni tanto inette pseudodemocratiche. Fanno tutta azione impossibile. È illogico poi tutto l'articolo Vili: quali altri interessi comuni hanno i comuni che quelli espressi nell'articolo I? Non siete capaci di nominarli. Ove sono le norme generali di cui parla l'articolo VII? Non esistono ed a linea e), padando di feste e commemorazioni, come tutto l'articolo Vili parlando di vessilli, mi fanno sprezzo. Se non sapevo che siete un uomo serio, darei ragione al Times che chiama la nazione italiana una nazione carnevalesca. Non potrei comunicare questo schema di statuto a nessun uomo in Germania: comprometterebbe troppo i circoli anticlericali di cui ho parlato in un pubblico scritto come di cosa di grande importanza politica. Ho nessun interesse di far la conoscenza personale di persone che sottoscrivono un tale statuto. Vengo a Roma forse per il carnevale, non per la politica. Rinuncio a tutto, eccetto, se l'occasione mi si presenterà, di pagare i miei omaggi a Re Umberto, il quale certamente è più gentiluomo e più serio statista che tutù gli altri italiani.