Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia religiosa. Secolo XX
anno <1999>   pagina <253>
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11 giuramento anti-modernista del 1910 a Perugia 253
cominciare il suo corso, dai chierici prima di essere promossi agli Ordini maggiori, dai nuovi confessori, dai parroci, dai canonici beneficiati prima di prendere possesso dei loro benefici, dagli ufficiali delle Curie e dei Tribunali ecclesiastici, dagli ufficiali delle Congregazioni e dei Tribunali della Santa Sede. E cita la formula del giuramento, la quale è lunghissima, e per la cui violazione si dispone l'immediato deferimento al Santo Uffizio. Circa infine l'importanza, la causa e il significato complessivo del documento, il foglio piemontese notava:
Sebbene la prima e terza parte non siano che la integrale ripetizione di dispo­sizioni analoghe date da Leone XIII, pure non vi è chi non riconosca la somma importanza del documento emanato oggi dal Vaticano, il quale, si noti bene, non è una Enciclica, e cioè una esortazione e una indicazione per grandi linee di nuove dottrine da seguirsi e di teorie da rifiutarsi, ma un motu proprio, e cioè una disposizione di carattere assolutamente tassativo. Ciò si rileva specialmente nella nuova disposizione ai professori dei Seminari e a tutti i sacerdoti, che godono di qualche benefizio, di giurare fedeltà assoluta alle dottrine pure e agli insegnamenti della Chiesa. L'infiltrarsi delle teorie moderniste nel corpo degli insegnanti dei Seminari, e sopra tutto le ultime e nuove manifestazioni moderniste di alcuni professori del Seminario di Perugia, debbono certo aver contribuito ad affrettare la pubblicazione del documento odierno, il quale avrà la massima efficacia pratica per ricondurre e mantenere la più perfetta ortodossia nel giovine clero e negli aspiranti al sacerdozio.
H controllo di fatto delle teorie dei professori nei Seminari è reso più severo non solo per mezzo del giuramento, ma altresì con le seguenti testuali disposizioni* Affinché poi sia allontanato ogni sospetto di accogliere qualche tendenza di modernismo, non solamente vogliamo sia pienamente osservato quanto più sopra è prescritto, ma ordiniamo inoltre che i singoli professori, prima di iniziare in princi­pio dell'anno le lezioni, sottopongano al loro vescovo il testo che ciascuno si propone di seguire nel suo insegnamento, le questioni e le tesi da trattarsi, che durante il corso stesso dell'anno si segua il metodo di ciascun insegnamento, che se lo si vedrà dipartirsi dalla sana dottrina, sarà questa causa sufficiente perché il professore venga immediatamente rimosso.
Si comprende dunque facilmente come con un simile rigorosissimo controllo, e con tali dettagliate imposizioni, nessuna teoria condannata dalla Chiesa potrà essere più divulgata in mezzo al Clero cattolico e alle giovani nuove reclute.6)
In un secondo intervento, il foglio torinese vide nelle prime reazioni alla questione del giuramento l'inizio di una nuova e clamorosa battaglia, al Vaticano da parte dei modernisti, e collegò il motu proprio di Pio X alle
6) ha Stampa, 9-10 settembre 1910, p. 1, Un rigoroso motuproprio* del Papa contro le dottrine moderniste.