Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia religiosa. Secolo XX
anno <1999>   pagina <255>
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II giuramento anti-modernista del 1910 a Perugia 255
cammino evangelico sul quale Pio X ha voluto ricondurla. Fuori di questo cammino non vè salute: ecco per la cronaca il significato dell'odierno motu proprio
Anche La Tribuna, come già La Stampa di Torino, accostò il motu proprio alla lettera papale ai vescovi francesi per lo scioglimento del Sillon, avvertendo però che non si trattava di una pura e semplice ripetizione, l'una occupandosi del modernismo sociale, l'altro delle conseguenze della propaganda modernistica tra il clero e nei seminari. Prendendo le distanze da altri giornali che tendevano a sopravvalutare il ruolo avuto dai recenti avvenimenti perugini nel nuovo intervento di Pio X contro il modernismo, La Tribuna notava:
Le manifestazioni modernistiche di alcuni professori del Seminario di Perugia, che hanno indotto il Vaticano ad ordinare recentemente la chiusura di quell'istituto, non debbono certo essere stato incentivo ultimo nella odierna iniziativa di Pio X
Ma suo obiettivo principale secondo è detto nel motu proprio Sacrorum antistitum diramato oggi dal Pontefice è quello di colpire le società secrete che i modernisti si sono affrettati a costituire dopo le energiche misure adottate dal Vaticano contro coloro i quali facevano aperta confessione di modernismo, e di impedire che i suoi seguaci continuino la propaganda intrapresa negli istituti di alta istruzione (Seminari ed Università cattoliche) e nelle file dei sacerdoti, specialmente fra i più giovani.10)
Il Corriere della Sera si occupò del documento papale in due articoli, entrambi pubblicati in prima pagina. Nel primo, siglato Q [Guglielmo Quadrotta], spiegata la differenza tra enciclica e motu proprio (l'una svolge considerazioni dottrinarie, l'altro contiene soprattutto disposizioni pratiche), e fatto un rapido riassunto del documento papale, se ne sottoli­neava Timportanza, notando: esso dimostra che il Vaticano è risoluto a perseguire il nemico nelle sue ultime trincee, a sradicare nella Chiesa ogni più piccola tendenza modernistica: e, per raggiungere questo scopo, il Papa non esita a ricorrere a misure estreme quali, per esempio, la proibizione di leggere, nei seminarii, giornali e periodici anche cattolici, e l'obbligo per tutti gli ecclesiastici che coprono una carica nella gerarchia, di prestare un giura­mento di stretta ortodossia. Seguivano, dopo alcune domande sull'esistenza
9 II Giornale d'Italia, 9 settembre 1910, p. 5, li Vaticano contro il modernismo. Un motu proprio* di Pio X.
io) La Tribuna, 9 settembre 1910, p. 5, Il Vaticano contro i Modernisti. Un nuovo do­cumento pontifìcio.