Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia religiosa. Secolo XX
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1999
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257
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li giuramento unti-modernista del 1910 a Perugia 257
Chiesa. Da quel momento si sono succedute le manifestazioni più varie contro il movimento riformista cattolico, che specialmente negli ultimi anni di Leone XIII aveva preso nei vari paesi una larga estensione.
Nei suoi discorsi pubblici, nelle sue udienze private, Pio X non cessava di denunziare il pericolo che le nuove dottrine facevano correre alla Chiesa, mentre la congregazione dell'Indice lavorava indefessamente a condannare i libri sospetti
Ricordate la condanna del Santo di Antonio Fogazzaro, la Pascen-di del 1907 e la serie di condanne e di scomuniche a questa seguita, // Corriere della Sera indicò nel motu proprio appena pubblicato un documento destinato a completare l'opera dell'enciclica ed a sradicare le ultime propaggini del temuto male; ed aggiunse, sempre insistendo sull'azione personale di papa Sarto contro il modernismo:
A Pio X, e non ad altri, risale l'ispirazione diretta di tutte queste misure e di questa serie di atti e di documenti, che mirano a soffocare nella Chiesa ogni tendenza sospetta di scostarsi dalla dottrina cattolica tradizionale. Dal primo giorno della sua esaltazione al pontificato, Pio X è stato convinto che la Provvidenza gli affidava e gli imponeva l'imperioso dovere di ristabilire in tutta la loro purità e integrità la disciplina e la dottrina cattolica minacciate, secondo le parole di un autore antimodemista, da infiltrazioni protestanti e razionalistiche. Ed egli si è accinto a questo lavoro con uno slancio quasi mistico, non curandosi affatto dell'opinione pubblica e delle forti opposizioni del mondo ecclesiastico.
Il motu proprio con le sue gravissime prescrizioni, può essete considerato come il riassunto, la messa in pratica di tutte le misure citate, come l'operazione definitiva di questa campagna antimodernista. Oramai i modernisti e i semplicemente sospetti di modernismo si trovano avvolti in una rete insieme così sottile e eoa fìtta di prescrizioni e di imposizioni dottrinarie, che ogni fuga riesce impossibile. Un ecclesiastico che avrà prestato il giuramento antimodernista, imposto dal motu propriOy avrà per il fatto stesso sconfessato il modernismo nelle sue più lontane tendenze e nelle sue forme più nascoste. Misura più ingegnosa e più radicale non sì poteva escogitare per scoprire e per colpire il nemico.
Sempre secondo il giornale milanese, per convincersi ancor più che il motu proprio rispecchia pienamente le idee del Papa , basta confrontarlo con la sua prima enciclica, pubblicata due mesi dopo la sua elezione *E supremo apostolatu': Si trovano infatti in ambedue i documenti idee identiche sul modo di istruire il clero, sulla necessità per i giovani ecclesiastici di non sapere 'plus quam oportet* e di far passare la formazione morale e religiosa prima della cultura scientifica: idea della quale alcuni si scandalizzarono, ma che dal punto di vista ecclesiastico si può perfettamente sostenere. Il ministero pastorale richiede infatti più virtù che scienza, se per scienza si in-