Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia religiosa. Secolo XX
anno <1999>   pagina <261>
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li giuramento anii-modernista del 1910 a Perugia 261
esso, e per far sapere a tutto il mondo la sua scoperta, cioè che il motu proprio si deve alla mente e alla volontà del Papa. Oh! che scoperta! Chi è il vigile, legittimo, diretto custode della fede e della dottrina della disciplina cattolica? A chi principalmente lo spirito del Signore accorda i carismi speciali che sono necessari al magistero supremo ecclesiastico se non al Papa?.
In secondo luogo, il foglio vaticano rispondeva ad un non meglio spe­cificato organo protestante fautore di modernismo, che, occupandosi del divieto fatto dal motu proprio ai seminaristi di leggere giornali e perio­dici, aveva rimproverato alla Chiesa di rigettare la scienza e di predicare l'ignoranza, facendo riferimento all'insegnamento di San Paolo:
La sobrietà del sapere inculcata da Pio X con la scorta e l'autorità di Paolo è tutfaltra cosa da quello che interpretano i sistematici denigratori della parola ispirata, come si rileva dagli antecedenti e dai conseguenti della lettera ai Romani e dal contesto stesso del motu proprio di Pio X.
L'apostolo più valido e più ampio interprete dell'opera di Cristo con lo spirito autentico di Cristo insegna che ciascuno ha principalmente da conoscere la qualità e la gravità dell'ufficio cui è chiamato e i mezzi precipui che si richiedono alla sua vocazione, non tutto convenendosi e non tutto essendo necessario a tutti.
Osservate, egli aggiunge affine di non essere preso in isbaglio: osservate il corpo umano: le membra di esso non hanno tutte un istesso ministero né ciascuna è buona a tutto.
E cosi insegna e predica e inculca Pio X, assumendo per la sua tesi il detto paolino.
Come Paolo non condanna l'ardore del sapere nei fedeli, ma ne tempera l'esercizio, volendo che ciascuno principalmente beva alle fonti necessarie alla sua vocazione, cosi fa altrettanto Pio X inculcando che i chierici prima di applicarsi alla conoscenza di cose che Dio lasciò alle deputazioni, alle congetture, alle opinioni e alle scoperte umane, approfondiscano la sapienza sacra, come un comandante di eserciti il quale all'arte della guerra deve posporre qualsivoglia arte bella.
Il foglio protestante è preso maledettamente da spleen pensando che da qui jnnanaì non potranno più arricchirsi di scienza i seminaristi, privati come saranno della lettura di giornali e di periodici.
Dopo essersi ironicamente soffermato sulla scienza impartita dai giornali, cattivi o buoni che siano ,,7> l'articolista de L'Osservatore Romano
l7i Scriveva in proposito il foglio vaticano: Oh! che disgrazia, che abbrutimento pei l'intelletto dei giovani chierici l'andar privi della scienza impartita dai giornali, cattivi o buoni che siano! C'è da impensierirsene seriamente, e pieni di sconforto dedurne che proprio la Chiesa e nemica della scienza e che la dottrina sua non può sussistere né avere incremento se non è salvaguardata dall'allontanamento dei giornali e dei periodici dalle mani dei candì-