Rassegna storica del Risorgimento
Repubblica Romana
anno
<
1999
>
pagina
<
269
>
II giuramento antt-mo demista del 1910 a Perugia 269
15 anni di triste sua presenza, col farsi difensore del nuovo clero che in gran numero qui esiste, oggi, ostile e ribelle all'Autorità suprema della Chiesa!
Termina in questo mese un anno di Delegazione Apostolica nella persona di Mons. Beda Cardinale, il quale, reso impotente sia dalla presenza sino al Settembre del Mattei-Gentili, sia forse dalla non completa fiducia che aveva da Roma (almeno così è apparso) ha creato, non per sua colpa, l'ambiente più intricato, ed i dissidenti, approfittando della confusione, si sono uniti più che mai, ed ipocritamente [illegg.] della religione (loro) con i loro conciliaboli hanno sparso e spandono un male immenso.
Le decisioni che ogni tanto sono pervenute dal Papa, sono sempre state oggetto di derisione, a tal punto che non è più possibile parlare a costoro di autorità, di sottomissione senza attirarsi addosso anche l'odio. A questi infelici si uniscono parecchi Sacerdoti non apertamente modernisti, ma sibbene difensori d'essi ed in essi negando lo spirito rivoluzionario che l'informa. Questi tali, fanno nella società, discutendo, un male maggiore degli altri, imperocché quando io sorgo in difesa delle dottrine mi sento ripetere: il tal Sacerdote non è modernista, eppure va contro all'Autorità suprema]
Si è chiuso il Seminario, e si è permesso a parecchi giovani prettamente modernisti di accedere in altre Diocesi appunto per raccomandazioni di Sacerdoti che non dovevano ascoltarsi, e ciò si sapeva!
Si iniziarono e proseguirono nel Corriere Umbro sottoscrizioni di molte fra-temite, deploranti l'innovazione e sottomesse alla Chiesa per la chiusura del Seminario, cosa che andata in ultimo come di moda, vi s'intromisero delle firme contro le quali io insorsi e protestai, giacché non erano che il bacio di Giuda, e cosi non pubblicate in quel giornale, terminò quella che io chiamai la più folle delle ipocrisie.
La Curia di ciò doveva essere a conoscenza, epperò tollerava!
Da ultimo vedo come tutti i Sacerdoti (e per ora i Capi fraternità) saremo chiamati a prestare il giuramento formale sopra le Costituzioni Pontificie. Sono persuaso che anche in quest'ultimo caso vedrò rinnovarsi delle ipocrisie inaudite, che mi fanno tremare pensando all'alto tradimento che tanti compiranno! E poi?! Con questo atto la Veneranda immagine di Pio X crederà avere in mano la sudditanza che con tanto amore ci raccomandò nella memorabile udienza del 9 giugno 1908. Ahi! doloroso inganno al cuore di un padre!
li Sacerdozio è addivenuto come una professione qualunque, parola, che per me racchiude la sintesi di quest'essere addivenuto l'oggetto privo di religione, dì carità, di fede. Sì di fede intera, come attesta la mia esperienza, la mia avvedutezza d'ogni azione! Il male esiste in radice, ossia nei Seminari, che come decretò il Concilio di Trento, tali dovevano essere, e non collegi misti.
Dopo quindi tanti decreti e giuramenti ad essi annessi, io credo questa Diocesi infetta come prima dalla pestifera lue del Modernismo!
Ed è così che senza esempi, nulla avremo di buono. L'Autorità locale conosce purtroppo i seminatori capì delle false dottrine ed anche a Roma qualcuno è ben noto! Alcuni di essi hanno già dei Benefici in base dei quali tutto si credono lecito, altri no. Per gli uni e per gli altri occorre serio provvedimento immediato senza reticenze. La carità Evangelica se in questo caso non ha termine, sarà causa