Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana
anno <1999>   pagina <271>
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11 giuramento anti-modernista del 1910 a Perugia 271
famoso documento di asinità poliziesca assolutistica, come espressione della fede della Chiesa, mi rifiuterei sdegnosamente. È chiaro?35)
Facendo eco al mota proprio con cui Pio X, nel settembre, ha ordinato a tutti i sacerdoti il giuramento antimodernistico, mons. Beda invita i sacer­doti della diocesi di Perugia a prestare giuramento entro il 31 dicembre. Il 16 di quel mese tocca al Capitolo della Cattedrale.
Quello stesso giorno, su L Democrazia, organo radicale della città, appare una lettera al direttore, sottoscritta da Un gruppo di sacerdoti perugini:
Anche Ella sa forse che, prima del 31 corrente, tutti i sacerdoti della diocesi di Perugia dovranno emettere secondo la formula prescritta, il giuramento antimo-demista. Noi siamo fra quelli; ma la nostra coscienza, educata alla scuola della libertà e della sincerità, proprie dei seguaci del Cristo, si ribella con tutta la forza all'idea di doversi prestare a questa nuova trovata dell'autorità ecclesiastica suprema, che da qualche tempo non risparmia alcun mezzo, tenta tutte le vie, anche le più disoneste (quali, ad esempio, lo spionaggio e la delazione, eretti ormai a sistemi di virtù nella Chiesa) e le meno serie (come il giuramento antimodernista) per allonta­nare da sé tutti gli elementi, che nella sua cecità, fatta di ignoranza e di zelo malinteso, ritiene pericolosi alla vita del Cattolicismo.
Noi crediamo che anche il pùbblico, il quale ormai s'interessa con una certa simpatia delle vicende dei modernisti, attenda ora con ansietà da molti di noi un atteggiamento conforme alle idee di larga modernità, nei problemi di scienza e di fede, da noi professate.
Né tale esigenza del pubblico, che ha cominciato a conoscere i nostri propo­siti ed il nostro programma di riforma nella Chiesa, noi la troviamo fuori di posto.
Se è vero che i cattolici modernisti vogliono operare la grande trasformazione del Cattolicismo romano, tanto da renderlo uno strumento di vita religiosa, che sia consentito dalle attuali esigenze di vita e di pensiero, dovranno una buona volta avere il coraggio di proclamare alto questi loro propositi di rinnovamento, anche a costo delle persecuzioni da parte dei rappresentanti ufficiali della Chiesa ed oggi, che loro si offre l'occasione di dichiararsi apertamente e con nobile sincerità, non dovrebbero affatto esitare: al Vaticano, che impone di prestare un giuramento che è rinnegazione di tutti i loro propositi, dovrebbero rispondere con un fiero e digni­toso rifiuto.
Proprio cosi, signor Direttore, ha il diritto di pensare il pubblico, che giudica dal di fuori e guarda le cose da un punto di vista di logica rigorosa ed astratta.
Quando però questo pubblico avrà saputo che nella diocesi di Perugia, rite­nuta per uno de' centri principali del modernismo, tutti o quasi tutti i sacerdoti hanno prestato il giuramento, senza che nessun di essi abbia sentito il coraggio di
35) Lettera, datata Perugia novembre 1910, pubblicata da Bcdcschi, in FD, a. 18-19, PP- 305 sgg.