Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana
anno <1999>   pagina <273>
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II Mutamento anti-modernista del 1910 a Perugia 273
La lettera fa molto discutete. Chi l'ha scritta? È opera di sacerdoti o, come qualcuno va sostenendo, di anticlericali perugini interessati a mettere in cattiva luce le disposirioni antimodernistiche pontificie e della locale autorità ecclesiastica? Rendendosi interprete dello sconcerto che la lettera ha suscitato nella maggior parte del clero perugino, Mons. Beda si dice con­vinto che l'infame documento sia uscito dalla penna di sacerdoti; e, allarmato, così ne scrive al card. De Lai: L'Erri. V. apprenderà dai giornali una lettera infame scritta da un gruppo di sacerdoti perugini sul giornale locale la Democrazia. Purtroppo gli estensori sono sacerdoti. Siamo alla vigilia di qualche apostasia. Queste cose hanno fatto aprire gli occhi agli incauti, ed hanno mostrato fino all'eviden2a che Roma aveva ragione. Mi farò premura di rendere consapevole l'Em. V. dell'andamento delle cose. Forse ci troviamo all'epilogo del dramma.37)
Anche in ambienti politici della città, la lettera dei preti perugini viene ampiamente discussa. L'Unione Liberale, organo dei moderati del capoluogo umbro, commenta con un Beata simplicitas la spiegazione data dai sacer­doti firmatari della lettera alla loro decisione di giurare (aver cioè essi, i modernisti, giurato contro coscienza non per considerazioni d'inte­resse personale, ma solo per riguardo ai propri genitori e parenti a cui gli stessi modernisti devono provvedere il sostentamento) e pubblica una lettera di un non meglio specificato laico cattolico, la cui importanza per quello che si legge chiaro fra le righe, non può sfuggire ad alcuno. In tale lettera, definito il documento sottoscritto dal gruppo di sacerdoti perugini un errore che appare ardente e generoso, ma non forse altrettanto equili­brato , si afferma: Non come depositario di confidenze speciali, ma per la conoscenza che ho dell'ambiente, posso con sicurezza affermare che se ci saranno sacerdoti i quali nella purezza ed integrità della loro coscienza sentiranno di non poter aderire al desiderio dei superiori, ciò avverrà, non in seguito a considerazioni qualunque d'ordine finanziario e tanto meno al morboso desiderio di studiate, clamorose ribellioni, ma per ponderati motivi d'elevata religiosità e seria considerazione scientifica; due cose che da una parte nella loro anima non possono e non sanno andare disgiunte, e dall'altra amano l'ordine, la serenità, il raccoglimento.38) Dal canto suo,
giornale: Riceviamo e disinteressandoci completamente della questione per puro spirito di ospitalità pubblichiamo.
37) La lettera, datata 16 dicembre 1910, in ÀCV, Concistoriale, n. 1157/10.
W L'Unione Liberati, 17-18 dicembre 1910, p. 2 sgg., Modernismo alle prese con t'antimodemistna.