Rassegna storica del Risorgimento
Repubblica Romana
anno
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1999
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pagina
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274
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274
Mario Casella
ha Democrazia assicura di aver ricevuto numerose lettere di protesta, anche da parte di sacerdoti indicati come possibili sottoscrittori dell'ormai famosa lettera e desiderosi di far conoscere la loro estraneità all'iniziativa del gruppo di sacerdoti perugini. Riferisce il foglio radicale del capoluogo umbro: [...] il clero locale è in subbuglio, si agita, minaccia, investiga... Che si vuole di più?. Commosso per la inaspettata pubblicità, il giornale perugino afferma: [...] ridiamo del rumore che ed si solleva dattorno semplicemente perché alcuni preti modernisti hanno spiegate le ragioni, più o meno plausibili ed accettabili, per le quali si sottomettono a giurare la formula antimodernista; ed incalza:
Intanto nel clero locale fernet opus alla ricerca dei colpevoli di tanta infamia (c'è da inorridire al pensare che un prete cattolico abbia potuto scrivere di quella roba HI); e a tentoni, alla cieca si formulano giudizi, si indicano persone, si va in traccia delle... responsabilità.
Sarà Tizio, Sarà Caio? ...
Macché, è stato Sempronio ...
No, no; è Mesio ...
E via di questo passo alla caccia spietata contro il presunto ed i presunti colpevoli.
Tutto questo lavorio non ci preoccuperebbe menomamente come non ci hanno preoccupato affatto le minacele, i commenti ed altre simili facezie se non portasse a delle conseguenze che riguardano direttamente il nostro giornale, il quale
già lo dichiarammo si disinteressa della questione, trattata nella famosa lettera, ed oggi tanto dibattuta.
La conseguenza è proprio questa: che ci capitano delle lettere di protesta, le quali sono inesorabilmente condannate al cestino.
Per esempio: un certo sacerdote Luigi Marchetti venuto a sapere che si faceva il suo nome come di uno dei possibili autori della lettera, di cui egli non approva il contenuto esclude nella maniera più assoluta di esseme autore od anche ispiratore.
Ecco qua: che il sacerdote Marchetti non approvi il contenuto della lettera; che anche Monsignor Fracassini la deplori e la attribuisca ad una mente squilibrata
è affare che non ci riguarda.
Quello che ci preme di avvertire si è che noi non intendiamo pubblicare nessuna protesta.
La ragione?
Semplicissima: è quella stessa per la quale i modernisti si inducono a giurare... anrimodernisticamente.
Cosi concessi sono costretti a giurare e questo è affare che investe la loro coscienza possono essere costretti a scrivere la loro brava protesta, che noi che sappiamo il nostro dovere di giornalisti non dobbiamo assolutamente accogliere... intelligenti pauca