Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana
anno <1999>   pagina <276>
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Mario Casella
parte migliore del clero ed a screditate la Chiesa. Non bisogna inoltre annettere soverchia importanza al fatto del giuramento, che noi abbiamo prestato e che altri dovrà prestare prima del 31 corrente.
Come dite?, lo intetrompe ancora una volta l'interlocutore. Replica:
Dico che noi, infine, a questo giuramento diamo lo stesso valore cui [sic] danno i giovani socialisti che sono costretti ad indossare la casacca del soldato, ed i deputati repubblicani e socialisti che entrano in Parlamento.
Ultima domanda: Non avete altro da dirmi? [...]. Non ci sarà dunque nessuno, proprio nessuno tra i sacerdoti modernisti perugini che dia... lo scandalo di una ribellione?. Risposta:
Certo che alcuno di noi si trova in condizioni tali da andare incontro ai rigo­rismi della Chiesa ufficiale allegramente. Questi dovrebbero, a mio avviso, rifiutare il giuramento: e chi non può farlo oggi dovrebbero [sic] mettersi in condizioni di poterlo farlo domani. Temo però che, almeno per ora, non si avrà alcuna ribellione. Noi, ad ogni modo, vigiliamo, e chi sa che questo giuramento antimodernista, escogitato dalle autorità ecclesiastiche per fiaccare il nostro movimento, non si traduca a nostro vantaggio come un magnifico mezzo di selezione degli spiriti eletti e coerenti dalle mezze coscienze del modernismo.40)
A1T'Avanti! (la cui intervista suscita vivaci reazioni a Perugia41)) fa eco quello stesso giorno, il 19 dicembre, Il Secolo di Milano, che dedica
*> Avanti!, 19 dicembre 1910, p. 2, Il muramento antimodernista. Perché i modernisti pe­rugini giurano,
4) Si legge in una corrispondenza di Lorenzini Avanti! del 23 dicembre 1910, p. 2, Il campo clericale a rumore per le recenti dichiarazioni dei modernisti'. A seguito della mia intervista riguardante il giuramento dei modernisti perugini intervista riprodotta anche dal Secolo e di altre dichiarazioni fatte sullo stesso argomento dai giovani che nel campo della Chiesa combattono per la rinnovazione dei suoi costumi, il campo dei clericali antimodernisti si è messo in armi. Dapprima si parlò persino di querele da sporgere contro i giornali che ospitarono le ragioni dei modernisti: successivamente però si è venuti a più miti consigli. E cosi verrà tra pochi giorni, e forse tra poche ore, indirizzata a tutti i giornali... colpevoli di aver ratto posto alle ragioni dei modernisti, una protesta e fors'anche una smentita o l'ima cosa e l'altra insieme con le firme delle autorità ecclesiastiche. Nel tempo istesso poi, a tutti i parroci di campagna sarà indirizzata e fatta sottoscrivere una dichiarazione con la quale si sconfessano le pubblicazioni dei modernisti. Ho voluto anticiparvi queste infor­mazioni per darvi un'idea del parossismo a cui è giunta la fobia antimodernista dei dirigenti le cose di Santa madre Chiesa.