Rassegna storica del Risorgimento
GIOBERTI VINCENZO
anno
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1921
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pagina
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525
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Véteenao Gioberti Ministro plenipotenziario a Parigi 525
menti. Se ne fece- eco ano di loro Adriano di Eevel con questa lettera ad Antonio Panizzi: Il Ministero ha il gran torto,
* a parer mio, di non iniziare una politica strettamente piemon-
* tese. Sarò accusato di codinismo, torinismo, mumcipalismo, non monta, A parer mio, il tempo delle illusioni è finito. Il Pie- monte ha fatto quanto ha potuto e piti di quel die doveva per l'Italia. La fortuna ci fu avversa. Peccato! Ma le lagnanze non cangiano i fatti, ed il fatto è tale. Wm dispero della causa 'Italia, ma ci pensino i nostri nipoti. Io penso al Piemonte, cne sarà pur sempre la gran speranza d'Italia. Vorrei risanarlo dalle gravi ferile solerte; pei' questo è necessario una buona
1.* pace, e questa, in ogni casa.oltremodo difficile, diviene impos- sibilo se non si dà qualche certezza morale all'Austria che la pace altro,son sarà che una breve tregua. Acquietiamo gli spiriti, l'istauriamo l'esercito, riforniamo l'erario. Tanto basta ad occupare i migliori statisti per più anni. Il futuro poi ap- partiene a Dio. Tale temo non sia la mente dell'attuale nostro Governo (1). La marchesa Costanza D'Azeglio, alla propria volta, il 6 d'aprile, scriveva al figliuolo Emanuele, addetto allora
j ala legazione di Londra: Le Boi serait nardi, mais il a les mains liées par les responsabilités du Ministèri Pinelli ne se montre pas à la hauteur des circonstances. On l'appello Don Molea. De Launay qui paraissait vouloir avaler mezzo mondo, n'est pas assez ferme à l'atto pratico. Les jouraaux sont de plus en plus incendiaires et les clubs furibonds (2).
Un ernioso aneddoto è raccontato da Giuseppe Torelli; il confidente e l'amico più intimo di Massimo D'Azeglio: Il conte de Launay aveva ricevuto per mezzo d'un personaggio diplo- matico austriaco talune proposte confidenziali così importanti che aveva creduto dover suo sottoporle al Consiglio dei mi- nistri. Il Piemonte conservasse la sua libertà, individuale, di stampa, ecc. ecc., come prima; conservasse le instiiuzioni par- lamentari; conservasse anche il diritto, fino ad un certo punto e sotto date condizioni, di accogliere ed ospitare l'emigrazione:
* 'ijilservasse insomma la propria autonomia interna come diami.
(1) Lettere ad Miomo. Patiteti di uomini Ulmtri e di amici italiani K-
jronzo, Barbèra 3880; p. 210.
(2) D'AZEGLIO 0., Sowwks iiMoriques, Tnrin, Bocca, 1884, p. 8éT,