Rassegna storica del Risorgimento
Repubblica Romana
anno
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1999
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pagina
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279
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Il giuramento anti-modernista dei 1910 a Perugia 279
lenta nota del capitolo cattedrale all'arcivescovo suscita lo stupore del foglio radicale perugino: Figuratevi: i canonici parlano di maligne insinuazioni, di bassi fini, di un certo marchio d'infamia che si vuole imprimere sopra tutto il clero (!!?), di degenerati, di miserabile minoranza che disonora, e via discorrendo... [...] Siamo rimasti di... stucco di fronte a simili complimenti [...] .47) Alcuni sacerdoti, con il permesso dell'autorità diocesana, si costituiscono in Comitato, e il 22 dicembre indirizzano ai confratelli della diocesi una circolare a stampa, con la quale stigmatizzano l'iniziativa dei colleghi perugini, che, con forma e con propositi degni di un Lutero, hanno aspramente criticato il Motu Proprio di Pio X, dicendosi però disposti al giuramento per un ignobile ideale; ed esortano i preti ad associarsi [...] ad una protesta che ci restituisca alla stima dei nostri Superiori e dei nostri Confratelli d'Italia, firmando un'apposita scheda.48) Si legge tra l'altro nel documento:
Quanto scandalo abbia suscitato nel pubblico quella lettera, riportata e commentata ormai da tutti i più diffusi giornali d'Italia; quanto disonore apporti al Clero di questa nostra amata Archidiocesi è cosa costatata da rutti. Noi, Sacerdoti Perugini, non possiamo più a lungo tacere; perché non possiamo stare sotto il peso di un'accusa, che ci ferisce in quanto abbiamo di più caro e sacro. Dai nostri petti deve partire un grido di protesta contro quell'empia lettera: grido, che dica all'Italia tutta che il Clero di Perugia non è rappresentato da pochi miserabili senza fede, senza coscienza e senza pudore; che esso è Clero veramente Cattolico, che si gloria di esser tale e che la presenza di pochi Giuda non può mettere in dubbio il suo attaccamento e la sua umile soggezione al Capo della Chiesa il quale, come Vicario di Gesù Cristo, è il Maestro dei fedeli [...]. E poiché alcuni vogliono far credere che quella lettera sì deplorevole non sia stata scritta da Sacerdoti, ma piuttosto sia un trucco degli anticlericali perugini interessati a menomare l'importanza e l'efficacia delle disposizioni pontificie, V. S. Rev.ma ben comprende che il nostro atto di protesta in questo caso si farebbe ancor più necessario per render nullo il loro vile conato.
Noi, Una nota al giornot in La Democrazia, Perugia, 24-25 dicembre 1910, p. 1.
**) La scheda, allegata alla circolare, era così concepita: Io sottoscrìtto, deplorando la lettera comparsa nel giornale La Democrazia del 15-16 corr. firmata un gruppo di Sacerdoti Perugini, detesto quanto in essa è espresso, come indegno di chi appartiene al Sacerdozio Cattolico: domando mi si creda estraneo a quell'atto tanto ignobile, perché mi terrei disonorato di avere anche solo dato la mia adesione a quel gruppo di degenerati poiché può essere che qualcuno abbia incluso in quel gruppo il mio nome senza il mio assenso, autorizzo fino da questo momento il Direttore del suddetto giornale a pubblicarlo pure, se a lui constasse firmato in quella lettera. A raccogliere le schede, il Comitato designò don Federico Vìncenti.