Rassegna storica del Risorgimento
Repubblica Romana
anno
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1999
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pagina
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285
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Il giuramento antì-modernista del 1910 a Perugia 285
vo di mons. Beda, che vede finito questo incidente che poteva diventare uno scandalo.63)
Come già accennato, anche don Pietro Pizzoni, al pari di don Fracas-sini, cerca inizialmente di opporre qualche resistenza. Si incontra con l'arcivescovo e gli presenta una dichiarazione scritta così concepita: Per la sincerità e per la libertà tengo a dichiarare che ferma rimanendo ed indiscussa la riverenza che come uomo d'ordine sempre ho portato, porto e porterò ai miei Superiori impossibilitato per il poco tempo lasciatomi di ponderare e sopratutto impreparato per la natura profana delle discipline scientifiche da me finora prevalentemente coltivate, a rendermi conto di tutte e singole le affermazioni contenute nella formula precedente in quanto e solo il presente richiestomi giuramento è una conferma della promessa da me fatta implicitamente nel Battesimo prima, esplicitamente nella ordinazione sacerdotale dopo di prestare la mia adesione alle verità garantite dall'assistenza promessa da Gesù alla Sua Chiesa, io non ho difficoltà a rilasciarlo.64) Mons. Beda giudica le condizioni restrittive e inaccettabili, ma, dietro insistita richiesta di don Pizzoni, manda la dichiarazione al card. De Lai, sollecitando istruzioni. Il segretario della Concistoriale risponde il 9 gennaio 1911:
Mentre La ringrazio delle partecipazioni datemi circa i sacerdoti Fracassini e Pizzoni, debbo significarLe che il giuramento antimodernistico deve essere emesso senza condizioni e restrizioni. La formula poi proposta dal Sac. Pizzoni è cosi insidiosamente elaborala che è da escludersi del tutto. La S.V. Rev.ma ne avverta il Pizzoni, e lo avverta che se entro pochi giorni non si decìderà a prestare il giuramento e quindi ad osservarlo, dovrà essere deferito al S. Offizio. Quanto al Sac. Fracassini mi auguro che la professione alla fine da lui fatta sia sincera.65)
Ma mons. Beda non si fa illusioni sulla sincerità del giuramento fatto dai preti modernisti II 3 gennaio, nella citata lettera al card. De Lai con la dichiarazione di don Pizzoni, ha malinconicamente annotato: Per quanto mi risulta tatti gli altri hanno giurato; ma dopo quella perfida lettera anonima di un gruppo di Sacerdoti perugini, devo giustamente temere che un buon numero di giuramenti sieno sacrileghi.66)
*3 Lettera di mons. Beda al card. De Lai in data 4 gennaio 1911: ibidem.
frO La dichiarazione di Pizzoni trascritta nella lettera 3 gennaio 1911 di mons. Beda al card. De Lai; ibidem.
6S) La minuta della lettera: ibidem.
*Q La lettera: ibidem.