Rassegna storica del Risorgimento
Repubblica Romana. Gran Bretagna. U.S.A.
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290 Libri e periodici
che dal 1559 disposizioni legislative vietavano alle biblioteche sarde di possedere e di consultate libri stampati all'estero, si giustifica ancora di più la scelta del 1700 come termine di partenza della ricerca condotta dall'Autrice, anche se lei stessa riconosce come in realtà non sia stato necessario attendere il passaggio della Sardegna dalla Spagna all'Austria e da questa, dopo appena cinque anni, al Piemonte per vedere aggirate quelle barriere censorie.
Le due principali biblioteche storiche della Sardegna, come la maggior parte delle analoghe istituzioni continentali, traggono le proprie origini dall'assemblaggio di biblioteche pubbliche e private (laiche o religiose) donate o cedute nel tempo, che portavano in dote anche cospicue collezioni di periodici stranieri Lo sviluppo economico, in particola! modo industriale, diede luogo a relazioni sempre più strette tra la Sardegna e gli ambienti culturali scientifici europei, ciò soprattutto in virtù del crescente interesse del capitale inglese, francese e belga nei confronti dell'industria mineraria isolana. La presenza nell'Università di Cagliari di facoltà, scientifiche incoraggiò e giustificò l'acquisizione di pubblicazioni periodiche, anche se a beneficiarne furono soprattutto gli addetti alla direzione dell'industria mineraria, le cui conoscenze e competenze non potevano prescindere dalla documentazione inerente gli ultimi risultati della tecnologia e della tecnica.
La conoscenza delle fonti di provenienza e dei canali attraverso i quali le riviste pervennero nelle biblioteche universitarie dell'isola permette di comprendere appieno il loro valore documentale, enfatizzando al contempo il ruolo svolto dalle principali istituzioni culturali locali nel mantenimento dei rapporti con gli altri paesi, mentre riesce più diffìcile identificare gli utenti, i lettori, di queste pubblicazioni e la loro frequenza nella consultazione; ciò almeno sino al 1890, anno in cui, sia pure in maniera irregolare, si cominciarono a registrare sia le richieste che i prestiti dei libri e dei periodici
Non tutti forse sanno che tra le due Università sarde la più antica è quella di Sassari, la cui fondazione risale al 1562 ed è, almeno nelle sue origini, strettamente legata per disposizioni testamentarie del suo mecenate, Alessio Fontana alle sorti della Compagnia di Gesù e ai rapporti con l'Università di Parigi L'ateneo cagliaritano, invece, si configura sin dalle origini come Università Regia, ma la sua biblioteca è senza dubbio la più importante della Sardegna, passando dall'iniziale dotazione di 8.000 volumi ai 14.000 del 1842, ai 22.000 del 1865, ai circa 70.000 della fine dell'Ottocento e agli oltre 500.000 attuali, con una frequenza molto alta di consultatori, quantificabile in 11.000 utenti sullo scorcio dell'Ottocento per la richiesta di oltre 15.000 opere. Di fatto, quella di Cagliari, è più una biblioteca nazionale che universitaria e la sua collezione di periodici in lingua francese e inglese è tra le più ricche della Sardegna.
Dalla lettura del volume si evince che le riviste mediche costituiscono la maggior parte del patrimonio complessivo dei periodici stranieri del periodo preso in esame, offrendo indirettamente una preziosa ed eloquente testimonianza sul grado di preparazione scientifica e culturale della classe medica sarda e sul livello di insegnamento e di apprendimento di quella disciplina. Anche il settore giuridico è ben rappresentato, sia a Sassari che a Cagliari, mentre scarsa è la presenza di periodici umanistico-Ietterari Ciò consente di formulare l'ipotesi che i rapporti e gli scambi culturali tra l'isola e il continente, soprattutto con la Francia, erano basati prevalen-