Rassegna storica del Risorgimento
Repubblica Romana. Gran Bretagna. U.S.A.
anno
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1999
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pagina
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291
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Libri e periodici 291
temente sugli scambi delle conoscenze scientifiche: sullo studio delle pratiche mediche e delle tecniche industriali; sulle conoscenze nei campi della fisica e della chimica, ma anche del diritto e della letteratura. Ha dunque ragione da vendere Laura Pisano quando afferma che La rete di rapporti che alcune grandi nazioni europee stabilirono con la Sardegna [...] non può più prescindere da una conoscenza globale della circolazione della stampa periodica straniera in Sardegna, parte importante del suo patrimonio Ebrario, espressione delle tendenze e delle scelte degli eruditi e studiosi, dei frequentatori delle biblioteche, delle autorità ecclesiastiche e politiche, delle stesse istituzioni culturali nel loro complesso, del loro sviluppo, degli apporti che esse ricevettero attraverso donazioni, lasciti, acquisizioni, acquisti, ed attraverso le curiosità intellettuali dell'epoca (p. 70). Come si è detto, l'auspicio è che questa pubblicazione apra la strada a un rinnovato e crescente interesse per la storia dei rapporti culturali tra gli intellettuali sardi e quelli europei
VINCENZO FANNINI
Saffi tra Napoli e Parigi. Carteggio 1792-1832, a cura di Rocco FROIO. Con un saggio introduttivo di FABIANA CACOAPUOTI; Napoli, Gaetano Macchiaroli Editore, 1997, in 8, pp. 503. L. 90.000.
Su buona parte dei protagonisti della vita politica e culturale italiana, vissuti tra la fine del Settecento e i primi anni dell'Ottocento, continua a pesare, nonostante recenti ripensamenti e nuove prostttive interpretative, un sostanziale oblio: scarseggiano, su di loro, accettabili biografìe ed edizioni degli scritti che rispondano, per quanto possibile, a criteri di completezza e precisione filologica. Questa situazione è stata determinata, da un lato, da un frettoloso giudizio negativo che per tanti (troppi) anni ha pesato su questo periodo della storia italiana considerato, a torto, minore e poco rilevante (ma le vere ragioni del rifiuto erano soprattutto di natura politica e ideologica); dall'altro da una oggettiva scarsità di fonti a disposizione degli studiosi, carenza dovuta sia alla dispersione provocata dai continui spostamenti cui furono sottoposti i protagonisti di quelle vicende, costretti a sfuggire ai rigori di polizie di differenti regimi, sia dal desiderio di molte famiglie di appartenenza di disfarsi di una documentazione che poteva procurare non pochi fastidi, specie negli anni della Restaurazione.
A questa sorte non è sfuggito neppure Francesco Saverio Salii, del quale non possediamo né una moderna biografìa (quella del Nardi, per quanto ancora utile, è del 1925), né un'edizione delle opere e una raccolta dell'ampio carteggio. A quest'ultima lacuna pone ora parzialmente rimedio la ricerca di Rocco Froio il quale, forte di un accurato lavoro filologico e critico, pubblica una parte dell'epistolario salfìano posseduto dalla Biblioteca Nazionale di Napoli. Si tratta, per la precisione, di 367 lettere, quasi tutte inviate a Salti tra il 1816 e il 1832.
Le Carte Salfi., come noto, già alla morte dell'intellettuale cosentino (1833), subirono una pesante manipolazione per opera dell'erede testamentario Angelo Ma-