Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana. Gran Bretagna. U.S.A.
anno <1999>   pagina <293>
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Libri e periodici 293
firmatario di un proclama di chiara intonazione repubblicana e i*r*i**TÌ?t opera di un altro illustre e venerando esule italiano di quegli anni, Filippo Buonarroti.
Completa il volume dell'epistolario salfiano un saggio introduttivo di Fabiana Cacciapuoti che, con molta accuratezza, si sofferma sui rapporti tra Saltò, la Revue encychpédique e Giacomo Leopardi, che tanto ebbe presenti quelle pagine.
LAURO ROSSI
AA.W., Chiesa, educatone e società nella Lombardia del primo Ottocento. Gli Istituti reti­nosi tra impegno educativo e nuove forme di apostolato (1815-1860), a cura di ROBERTO SANI; Milano, Centro Ambrosiano, 1996, in 8, pp. 411. L. 35.000.
Argomento del libro è la nascita di nuove congregazioni religiose maschili e femminili in Lombardia, all'indomani dell'esperienza rivoluzionaria e della domina­zione napoleonica. Sulla scia di una sollecitazione storiografica ampiamente recepita negli ultimi anni dagli studiosi, il volume è formato da una serie di contributi elabo­rati all'interno di una vasta ricerca promossa tra il 1994 ed il 1995 dall'Istituto Supe­riore di Scienze Religiose di Milano.
I saggi prendono in esame vari aspetti dell'azione esercitata dal clero nella so­cietà lombarda della prima metà dell'Ottocento: le problematiche di carattere eccle­siologico, catechetico e pastorale; gli indirizzi spirituali; le realizzazioni in campo assi­stenziale, educativo e scolastico. Questi approfondimenti sono inseriti all'interno di un inquadramento generale, volto ad illustrare il contesto economico e sociale. H cu­ratore dell'opera, Roberto Sani, rileva che la creazione di nuove congregazioni reli­giose in quel periodo interessò esclusivamente le regioni centro-settentrionali e in modo particolare il Regno di Sardegna e il Lombardo-Veneto, poiché esse costitui­vano le aree nella quali l'avvio di profonde trasformazioni sul terreno socio­economico e produttivo era destinato a riflettersi più rapidamente che nel resto d'Italia sulle condizioni di vita delle popolazioni. Le conseguenze della lenta ma inar­restabile affermazione della modernità capitalistica, sul piano sociale, furono la crea­zione di larghe sacche di disagio e di miseria, con la comparsa di un pauperismo dai tratti e dalle dimensioni sconosciuti nei secoli adì? ancien regime. L'opera educativa e assistenziale dei nuovi istituti religiosi si dispiegò, quindi, a favore di un esercito di diseredati e specialmente nei confronti dei più giovani tra essi, poiché l'incremento dell'infanzia abbandonata e la pratica dell'esposizione infantile, fenomeni ben cono­sciuti da tempo, raggiunsero nella Lombardia del primo sessantennio dell'Ottocento livelli non comparabili con quelli dell'epoca pre-rivoluzionaria. DÌ fronte alla disgre­gazione sociale prodotta dal modo di produzione capitalistico, la Chiesa lombarda operò la sua scelta di campo. Il cattolicesimo militante si avviò, cioè, ad assumere un atteggiamento di rifiuto del modello politico libcraldemocratico e del sistema socio­economico ad esso connesso. Un nuovo schema di autocoscienza e di lettura del mondo moderno portò la comunità cattolica, stretta intomo alla sua gerarchia, alla convinzione che la Chiesa dovesse percorrere una sua strada. Si trattava di costruire