Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana. Gran Bretagna. U.S.A.
anno <1999>   pagina <297>
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Libri e periodici 297
Apre il volume il saggio di Vera Vita Spagnuolo che tratta di nuovi modelli or­ganizzativi quali l'introduzione dei Titolari d'archivio e la realizzazione del Catasto gregoriano, di cui sviluppa però prevalentemente la genesi nei decenni precedenti Vincenzo Pellegrini si occupa delle rappresentanze diplomatiche e consolari di Sar­degna e Toscana a Roma, mettendone in evidenza il diverso ruolo e il diverso fun­zionamento, problematiche già note ma qui meglio definite attraverso precisazioni documentarie. Interessante è anche il punto che viene fatto sullo stato degli Archivi delle legazioni sarda e toscana.
Philippe Boutry affronta i cambiamenti nella prelatura romana tra il 1814 e il 1846, dalle nuove congregazioni, come quella degli Studi e del Censo, alle riforme dei tribunali, fino alla divisione della Segreteria di Stato nei dicasteri dell'Interno e degli Esteri. Egli definisce tali trasformazioni silencieuses poiché non modificarono in profondità la struttura dello Stato ma incisero significativamente sul piano del reclu­tamento, della cultura e della mentalità. Paolo Alvazzi del Frate propone il tema delle riforme giudiziarie nel periodo 1814-1817, rintracciandone l'indiscussa influenza nel precedente periodo di dominazione napoleonica, un ambito di ricerca in cui l'autore è particolarmente esperto avendo pubblicato nel 1990 un volume su tale oggetto.
All'istituzione della Polizia, ma soltanto per gli anni 1815-1820, sono dedicati i contributi di Elvira Grantaliano e Monica Calzolari Michele Di Sivo esamina il fon­do della Commissione speciale per la repressione del brigantaggio, ricostruendo in­nanzitutto la complessa vicenda di questa documentazione prodotta tra il 1814 e il 1840, e la sua articolazione. Si passa poi all'esame del contenuto che non va oltre il 1826 quando, scrive l'autore, Commissioni e Tribunali erano definitivamente sciolti, perché il brigantaggio sembrava finito. Mancano riferimenti ai tentativi di repres­sione di questo fenomeno in età gregoriana.
Fausta Dommarco traccia un profilo di Luigi Marini che, dopo aver ricoperto importanti incarichi sotto il governo francese, fu riabilitato in tempi relativamente brevi tanto da ricevere, 1*11 giugno 1817, la nomina a direttore generale dei catasti. Giovanna Arcangeli, nelle sue notazioni di araldica, propone una breve storia della riedizione del Libro d'orot deliberata nel 1837, e descrive alcuni processi di ammis­sione alla nobiltà romana. La commissione incaricata di stilare il registro ufficiale della nobiltà procedette ad un'ampia ricognizione chiedendo informazioni agli inte­ressati L'esito fu però deludente e giunsero pochissimi riscontri. L'esiguità e l'inadeguatezza delle risposte vengono attribuite dall'autrice all'estinzione di alcune famiglie e alla scarsa conoscenza della propria storia da parte di altre. Non dovrebbe però essere sottovalutata l'ipotesi di una nuova mentalità dei nobili, poco interessata ad un titolo che non dava più sicuri vantaggi ed orientata verso altre forme di pre­stigio.
Giuliana Adorni e Manola Ida Venzo si occupano rispettivamente dell'Archi­ginnasio romano e della Congregazione degli Studi. Orietta Verdi affronta invece il tema dell'istituzione del Corpo degli ingegneri pontifici di acque e strade dal 1809 al 1817.
Anna Lia Bonella presenta un lavoro sulla politica sanitaria nel periodo in og­getto, basato sull'esame degli archivi della Congregazione di sanità e del Camerlen-gato, conservati presso l'Archivio di Stato di Roma. Il taglio è quello dell'* attesa del colera; si analizza cosi la situazione generale della sanità nei primi anni della Restau-