Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana. Gran Bretagna. U.S.A.
anno <1999>   pagina <298>
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298 Libri e periodici
razione, le accelerazioni degli anni 1830-1834, fino cioè alla istituzione della Congre­gazione speciale di Sanità, per giungere all'epidemia del 1837 e alla susseguente Stati­stica che lascia intendere una valutazione negativa degli interventi svolti
Maura Picdaluti svolge in senso cronologico, attraverso la successione dei pontificati, la politica assistenziale dello Stato. L'ultimo paragrafo è dedicato all'Ospìzio apostolico di San Michele durante la presidenza del cardinal Tosti A pro­posito di assistenza, Maria Luisa San Martini pubblica una breve nota relativa ad un Registro della Limosineria apostolica sulle Patenti degli speziali di rione, per gli anni 1814-1847, che fornisce utili indicazioni sul soccorso a domicilio dei malati poveri. Paola Pavan esamina le istituzioni comunali nell'età della Restaurazione; con il rientro di Pio VII, si legge, viene troncato ogni legame tra popolazione cittadina e magistra­tura civica, di nuovo in mano all'esiguo numero dei nobili romani. Quello che emer­ge è il consueto quadro di un sistema in progressiva crisi, sempre più instabile, che tenta una prima riorganizzazione sotto Pio IX.
Maria Luisa Neri affronta il problema della casa attraverso gli interventi statali e le iniziative private. Viene evidenziato un quadro di inadeguatezza per quanto con­cerne l'azione di governo che, si legge, trova le prime soluzioni soltanto dopo l'elezione di Pio IX. In ambito privato il dato più evidente, dal punto di vista archi­tettonico, riguarda lavori di ristrutturazione, ampliamento e sopraelevazione. Più inte­ressante risulta comunque la politica degli acquisti e l'avvicendarsi sul mercato im­mobiliare di nuove classi sociali; viene qui portato ad esempio il caso di Marino Torlonia che effettuò cospicui investimenti nella zona di via Borgognotta. In conclu­sione si sostiene che ci fu una nutrita e capillare diffusione di interventi, incapace però di determinare un riassetto globale della città. Certamente i problemi dell'abitare a Roma erano antichi e complessi, basti pensare alle ricorrenti inondazioni del Te­vere che rendevano inagibili alloggi e strade per settimane e che non trovarono, co­me è noto, rapide soluzioni
Elisabetta Pallottino, prendendo spunto dall'opera di ricostruzione della basilica di San Paolo fuori le mura, analizza il dibattito culturale su architettura e archeologia che si animò in quegli anni. Domenico Rocciolo dedica la sua articolata relazione alla riforma del 1824 sulle parrocchie, mettendone in evidenza il lungo iter, dal primo progetto elaborato da Candido Maria Fratrint, su incarico di Pio VII, all'intervento del cardinale Della Genga che, divenuto papa, rese esecutivo il provvedimento.
Tra repressione e conversioni: la restauratone degli ebrei è il titolo dell'interes­sante e documentato contributo di Marina Caffiero che tratta della riapertura del ghetto nel 1825, voluta da Leone XII; leggermente ampliato nell'estensione ma con una più rigorosa reclusione degli ebrei al suo intemo. I motivi di tale irrigidimento non erano soltanto religiosi ma anche economici e politici; azioni e propaganda an­tiebraiche non erano certo una novità: esse si sono manifestate, scrive l'autrice in ogni fase di riconquista, di riorganizzazione ideologica e di contrattacco del cattolice­simo e del papato, come era appunto quella in corso.
Le relazioni successive entrano nel merito della questione economica. Il tema è ampiamente dibattuto nell'intervento di Guido Pescosolido su II mondo economico ro­mano e la sfida della modernizzazione. Egli ritiene che per il periodo in oggetto non si può parlare di stagnazione ma piuttosto di arretratezza, soprattutto in relazione al fatto che furono le grandi trasformazioni realizzate in Europa a rendere incolma-