Rassegna storica del Risorgimento
Repubblica Romana. Gran Bretagna. U.S.A.
anno
<
1999
>
pagina
<
302
>
302 Libri e periodici
latexanense, promosse numerosi scavi, ampliò la biblioteca Vaticana. Quant'altro, in ben altri settori, dovrà pur essere ricostruito.
STEFANIA MAGLIANT
ADOLFO BERNARDELLO, La prima ferrovia fra Venera e Milano. Storia della Imperìal-R/fgw Privilegiata Strada ferrata Ferdinandea Lombardo Veneta (1835-1852) Venezia, Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, 1996, in 8, pp. 553. L. 65.000.
Quest'opera, fondata su una vasta ed esauriente documentazione in gran parte inedita, frutto di accurate ricerche d'archivio, viene a colmare una lacuna, facendo ampiamente luce su un episodio sinora non sufficientemente studiato. L'impegno dell'autore ha ottenuto lusinghieri riconoscimenti ed il suo libro è risultato vincitore nel 1994 del premio Pompeo Molmenti indetto dall'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti di Venezia, che ne ha consentito la pubblicazione nella collana storica dell'Istituto stesso.
La vicenda meritava un simile approfondimento perché, a causa della novità rappresentata dalle strade ferrate, degli accesi contrasti sorti circa il percorso che il collegamento ferroviario tra i due capoluoghi doveva avere, della lentezza con cui procedette la costruzione della linea, si può dire che non solo gli specialisti del settore, ma anche una parte considerevole degli abitanti del Regno Lombardo-Veneto restò più o meno coinvolta nelle vicissitudini della Ferdinandea. Le strutture economiche della Lombardia e del Veneto, già nella prima metà dell'Ottocento, dovettero insomma misurarsi con la necessità di riallocazioni delle loro risorse produttive in virtù dell'intensificarsi delle relazioni commerciali con i paesi dell'Europa occidentale e un effetto determinante sulla tendenza a superare l'isolamento ebbe il progetto ferroviario. Gli amministratori della Ferdinandea si trovarono di fronte ai problemi concreti della gestione di una impresa che, sia per l'entità del capitale sia per la vastità del campo d'azione, non aveva precedenti nella storia del paese. In questo contesto ebbe modo di emergere Cattaneo, con i suoi saggi negli Annali Universali di Statistica riguardanti i progetti elaborati per la ferrovia, e con l'incarico per un breve periodo di segretario della sezione lombarda della società. Cattaneo consolidò, cosi, la fama di esperto di problemi economici e tecnici, ma soprattutto strinse rapporti di stima e collaborazione con gli esponenti più in vista della grande borghesia milanese e veneziana, interpretandone con caratteristica concretezza obiettivi ed interessi.
In un bilancio generale dell'operazione, Bernardello nota come, nei suoi quindici anni di vita, le realizzazioni della Ferdinandea furono modeste. I soci veneti esaurirono tutte le loro risorse nei settanta chilometri della Venezia-Vicenza, compreso il ponte sulla laguna, mentre i lombardi ne realizzarono soltanto trenta, bloccati dalle incessanti polemiche sul tracciato da seguire. La disputa riguardava l'opportunità di scegliere la lìnea retta di Treviglio o di passare pet Bergamo. Bernardello spiega con ricchezza di particolari come prevalse questa seconda ipotesi, che soddi-