Rassegna storica del Risorgimento
Repubblica Romana. Gran Bretagna. U.S.A.
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1999
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303
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Libri e periodici 303
sfaceva maggiormente le aspettative delle compagnie ferroviarie private, pur allungando sensibilmente i tempi di percorrenza. Ma luci ed ombre caratterizzarono praticamente tura' gli aspetti dell'impresa. Ad esempio, la dipendenza dal mercato estero e da quello dell'Impero asburgico per l'acquisizione di tecnologie e di forze produttive fu assoluta, eppure questi rapporti promossero la comparsa anche nel Lombardo-Veneto di qualche piccola impresa nei settore della fornitura di materiale ferroviario e di veicoli Un altro fatto positivo fu la formazione di un primo nucleo di personale specializzato addestrato all'estero o che fece il suo tirocinio accanto a tecnici stranieri, ingaggiati inizialmente dalla Ferdinandea.
Nei ceti mercantili e nel notabilato liberale, la strada ferrata destò aspettative irrealistiche di un immediato sviluppo economico. Ma Bemardello rileva che, nel breve periodo, vantaggi evidenti si ebbero più che altro nel trasporto dei valori e degli effetti postali. I congressi degli azionisti della Ferdinandea favorirono la preparazione del ceto politico liberaldemocratico che avrebbe guidato la rivoluzione del 1848-49. Tra esso e il governo austriaco non mancarono serie frizioni, anzi l'opinione pubblica borghese lombardo-veneta confermò, anche in questa vicenda, di essere agguerrita ed esigente in una misura sconosciuta alle altre province della monarchia. Tuttavia, afferma l'autore, che l'Austria fosse ostile al progetto e alla sua realizzazione appartiene alla lunga liste di accuse della polemica risorgimentale risultate prive di fondamento. Favorire l'integrazione dell'economia lombarda con quella veneta era interesse del governo asburgico, perché attraverso il miglioramento delle comunicazioni con il porto di Venezia e, di riflesso, con Trieste si sarebbe scoraggiata la tendenza degli operatori milanesi a servirsi dello scalo di Genova, considerato da una parte degli imprenditori lo sbocco marittimo naturale della Lombardia.
Semmai, seri inconvenienti aU'attività dell'impresa provennero dalla ferragino-sità burocratica del sistema amministrativo austriaco, con il suo intersecarsi di competenze fra organi diversi i quali, ostacolandosi a vicenda, provocarono confusione e lentezza. La Ferdinandea fu penalizzata, soprattutto, dal fatto di dover attendere l'interminabile gestazione di una legge per la concessione delle strade ferrate a società anonime, viste dalle autorità come un veleno, una pestilenza contro la quale non si saprebbero prendere mai sufficienti precauzioni.
L'insuccesso complessivo della società per azioni fu uno scacco per i liberal-democratici dell'area padana e rappresentò l'occasione per una riaffermazione del modello paternalistico-autoritario che veniva proposto dal governo asburgico. Di fronte alle difficoltà finanziarie della Ferdinandea, lo Stato si impegnò infatti a rilevare l'impresa. Dopo il 1848, fondati motivi di ordine anche militare e politico indussero i vertici della monarchia a statalizzare le ferrovie italiane ed ungheresi.
FILIPPO RONCHI
LORENZO VALERIO, Carteggio (1825-1865). IH: (1848), edito a cura di ADRIANO VI ARENGO; Torino, Fondazione Einaudi, 1998, in 8, pp. CXV-482. S.p.
Anche questo volume ha le caratteristiche migliori dei due precedenti. SÌ apre