Rassegna storica del Risorgimento
Repubblica Romana. Gran Bretagna. U.S.A.
anno
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1999
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pagina
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304
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304 Libri e periodici
con un'introduzione di oltre un centinaio di pagine, che è in pratica un saggio storico vero e proprio sull'opera politica di Valerio durante Xannus mirabilis 1848. Via-rengo cioè sta continuando la costruzione graduale di una biografia completa del pubblicista e uomo politico subalpino da lui robustamente avviata con le introduzioni dei due volumi precedenti. Ma in pari tempo non trascura l'impegno filologico del supporto alla pubblicazione della corrispondenza di Valerio mediante un apparato di note, veramente esemplare per l'abbondanza e la sicurezza dei dati offerti.
Questo III volume è inoltre l'arrivo ad un punto cruciale della non lieve fatica editoriale di Adriano Viarengo. Valerio si era già affermato nel 1836 sulla scena risorgimentale con le sue letture del popolo e si era confermato nel 1841 con le letture di famiglia. Era poi cresciuto di statura politica negli anni successivi in quanto animatore della Società Agraria nel Piemonte e più ancora, dopo l'avvento della libertà di stampa, in quanto direttore del giornale La Concordia, fino ad assumere una sorta di ruolo mediatore fra le dimostrazioni liberali di popolo a Torino e il re Carlo Alberto. Fu però nel 1848 che assunse la figura di leader politico, insieme a Riccardo Sineo, della Sinistra del liberalismo subalpino ed al tempo stesso quella di interprete del verbo di un così augusto personaggio come Vincenzo Gioberti. Pertanto l'ascesa di Gioberti alla guida del governo del Regno Sardo sembrò concludere l'anno 1848, dopo vicende quanto mai drammatiche, con un successo sostanziale di Valerio e della sua parte politica.
Come si sa, quel successo durò l'espace d'un matin. La Sinistra liberale piemontese si riebbe dal disastro di Novara solo sotto la guida di leaders più abili o comunque più fortunati di Valerio, come Rattazzi e poi Depretis. Però è innegabile che vi fu un momento, coincidente appunto con il 1848, in cui la Sinistra liberale subalpina e il suo leader Valerio poterono sembrare in grado di avviare davvero il movimento liberale-nazionale ad una soluzione giobertiana e carlo-albertista. Di qui il grande interesse storico di questo volume III del Carteggio Valerio e del saggio introduttivo ad esso premesso da Viarengo. Oltre tutto, si arriva a vedere nel concreto cosa fosse questo partito di Sinistra nel Regno Sardo, all'alba della vita parlamentare italiana.
Era un partito che esprimeva soprattutto le istanze della borghesia di provincia e che perciò, venuta l'ora della lotta elettorale, avrebbe trovato il suo principale supporto organizzativo nella Associazione Agraria. Agli inizi era abbastanza malsicuro di sé da non poter fare a meno della protezione personale di Carlo Alberto e di quella ideale di Gioberti. Ai primi del 1848, mentre l' aristocratico Cavour reclamava lo Statuto, il democratico Valerio avrebbe voluto addirittura evitare questa richiesta per tema di spiacere a Carlo Alberto. Però era senza dubbio una forza concrete, capace all'occorrenza di tutelare realisticamente i propri interessi di classe. Per esempio insistendo, come faceva Valerio, sulla creazione della guardia civica, cioè di una forza armata sua propria, e sull'urgenza di una legge municipale, cioè su una conquista immediata delle amministrazioni locali. Per esempio, reclamando la riammissione nell'esercito degli ufficiali compromessi nelle rivoluzioni del 1821, 1831 e 1833-34, cioè una misura intesa ad indebolire l'ufficialità aristocratica ed immettere nelle forze armate potenziali elictites della Sinistra.