Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana. Gran Bretagna. U.S.A.
anno <1999>   pagina <305>
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Libri e periodici 305
H vero tallone di Achille della Sinistra di Valerio era che essa si intitolava democratica , mentre sul demos non poteva contare a motivo della sua carenza di proposte in campo sociale tali da crearle un minimo di consensi A conti fatti, si illudeva di risolvere tutto con una vittoria militare sugli austriaci, che consentisse la creazione di uno Stato dell'Italia settentrionale, perno di una giobertiana Federazio­ne degli Stati Italiani. Poteva anche spingersi fino a sognare che la Federazione si intitolasse Stati Uniti d'Italia su modello americano. Ma non capiva che i contadini in uniforme, di cui era fatto l'esercito sardo, non potevano essere felici di farsi ammazzare per i borghesi, ed i loro ufficiali, allevati in un clima reazionario, non potevano essere felici di morire per la libertà. L'alternativa avrebbe potuto essere la strada percorsa più tardi da Cavour: compensare l'inferiorità delle forze militari piemontesi con l'intervento di quelle francesi. Ma della Francia repubblicana nata dalla Rivoluzione di Febbraio, Valerio e i suoi amici non volevano per ovvi motivi la presenza in Italia. E così strepitarono per la guerra santa anche do­po Custoza col risultato di andate dritti al disastro di Novara.
Tutto ciò non può però nasconderci che Valerio e i suoi amici riuscirono comunque a creare una forza sicuramente liberale, capace di avviare il superamento delle tradizionali divergenze tra Liguria e Piemonte e di resistere anche a bufere cosi terribili come quella del 1849: una forza politica presente e operante non solo in Parlamento, ma nel paese e nelle sue realtà provinciali, senza la quale, neanche Cavour, con tutto il suo genio, ce l'avrebbe fatta a fare tante belle cose, quante ne fece, grazie proprio al connubio, in politica intema ed estera. L'indagine che Via-rengo ci offre di questa forza nel suo momento costitutivo va dunque salutata co­me un contributo di grande valore ad una visione critica non unilaterale né agiogra­fica del Risorgimento.
GIORGIO SPINI
Storia delie Istituzioni educative in Italia tra Ottocento e Novecento, Atti del Convegno. Al­ghero? 14-15 ottobre 1994, a cura di LUCIA ROMANIELLO (Quaderni de Il Ri­sorgimento, 8); Milano, Edizioni Comune di Milano, 1996, in 8, pp. 255. S.p. J
L'argomento affrontato in questo convegno tenuto ad Alghero nel '94 -all'interno della serie di iniziative avviate con annuale periodicità da storici di vari atenei italiani e dallo lai- Cisl di Sardegna è tra quelli che suscitano l'interesse di governo e governati, oltre naturalmente a quello degli studiosi. Sia gli Stati preu­nitari sia il Regno d'Italia hanno avuto chiara la consapevolezza del ruolo primario svolto dall'istituzione scolastica all'interno della società. La scuola in effetti, a se­conda degli obiettivi da raggiungere, è stata utilizzata talvolta come strumento di conservazione, talaltra di progresso. I numerosi interventi contenuti in questi Atti per brevità ne citiamo soltanto alcuni, allo scopo di fornire un'idea generale dei molteplici argomenti trattati: A. Scirocco, Collegi e licei nel Mesgoghnw (1806-1860),