Rassegna storica del Risorgimento

GIOBERTI VINCENZO
anno <1921>   pagina <528>
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528 Giovami Sforna
cosa . Tornò a scrivergli il 16: L'avviamento della politica esterna noi nostro paese, ti confesso che non mi piace. Hi vuol tornare agli antichi andamenti, alla vecchia politica, senza far ragione dei tempi mutati; e si va alla ruma del Piemonte e d'Italia. Se ne accorgeranno quando sarà vano il rimedio. Non ti dissimulo che provo qualche inquietudine a vederti in eo- testo governo. Vorrei che ti riserbassi a tempi migliori .
Uno de' ministri il Della Rocca racconta: Frafr- tanto erano avvenuti gravi dissidn tra il de Launay e il Tinelli... L'opinione pubblica, fuorviata, s'impuntava a non voler riconoscere nel de Launey un sincero liberale: eppure era tale davvero, ma non voleva abbandonare il paese in mano ai radicali, elle pretendevano la continuazione della guerra ad ogni costo, riscniando di spinger la nazione a to- tale rovina. Di comune accordo il Be ed il de Launay con- vennero di scegliere un altro presidente del Consiglio tra gli uomini che godevano meritata popolarità, e se non erro il de Launay stesso pronunziò il nome di Massimo D'Aze-j glio (1). n Massari, invece, afferma che fu il Pinelli che consigliò ed ottenne dal Re che a capo dell' amministrazione fosse prescelto Massimo D'Azeglio (2) ; e aggiunge: mail
(1) DELIÌA ROCCA 13., Autobiografia di un veterano; I, 310.
(2) Massimo D'Azeglio, scriveva da Sai-zana, il 22 aprile del '49, al fra­tello Roberto: Mi domandi sé aveva rt.Vntè proposizioni pei ministero. Ti rispondo che per fortuna non le ho .tirato, e mi sono soltanto veduto an- miliziato sui giornali. Dico per fortuna, perchè mi sardi trovato nelPiin- [ùccio. Avrei creduto di dover accettate ora; non olio mi creda più capace di tre mesi fa: ma perchè credo d'essere abbastanza cornato nelle occasioni gravi, e questa è la prima dote d'un ministro al momento presente . Cfr. D'AZEGLIO M.. Lettere al fratello Motorio, Milano, Carrara 1872, p. 160. Affla moglie scriveva il 25: Quella: ohe itomevo è succeduto. Sfatinone mi som-W:-wgjflfiD, arrivare una lettera col suggello della Segreteria degli esteri, e no pon-<< sato: ci siamo. Infatti era mia lettera del Pinella con espressioni troppo benèvole.- per parte del ite e sua. dandomi la scelta o d'un porto- foglio, o d'una missione diplomatica, purché mettessi mano a fare andare la barca. I termini della lettera e l'urbitrio che mi vie lasciato di scegliere la mia posizione, m'hanno determinato a rispondere ohe, per mostrare al Re il desiderio che avevo di corrispondere alla sua bontà e fiducia, mi ore?" devo in dovere di partire per Torino, onde mettermi a sua disposizione fin dove giungeva lo mia capacitale, le: mie: forzoj avvertendo ohe, prima d'aver