Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Brescia. Repubblica di Venezia. Secoli XVIII-XIX
anno <1999>   pagina <324>
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324 Filippo Ronchi
intende invece rileggere in chiave diversa cose già note, anche alla luce delle nuove acquisizioni di una vivace storiografia locale (che ha trovato soprat­tutto nell'ultimo decennio una valida area di aggregazione e di confronto nel Comitato per la Storia del Risorgimento e nell'Ateneo di Scienze, Let­tere e Arti di Brescia) sfociate nell'organizzazione della grande mostra Napoleone Bonaparte, Brescia e la Repubblica Cisalpina 1797-1799, tenutasi tra novembre e febbraio del 1997, in occasione del bicentenario della rivoluzione giacobina.
La considerazione su alcuni aspetti finora rimasti in ombra di quelle lontane vicende potrà forse gettare su di esse una luce imprevista, offrendo qualche spunto per una riflessione estranea ai fervori storiografici eredi delle idealità della parte vittoriosa nello scontro allora verificatosi. L'indagine vorrebbe, insomma, proporre un collegamento meno mistificato tra realtà e ideologia, vissuta quotidianità e utopia.
Il quadro generale di riferimento
Quando si affronta lo studio di una fase storica di profondo cambia­mento, è sempre forte la tendenza a stabilire uno stretto nesso di causa-effetto tra una crisi economica strutturale e il crollo di determinati sistemi politici. Una simile impostazione può essere valida anche per le vicende che videro la fine del dominio della Repubblica di Venezia nel Bresciano? Tentiamo di fornire una risposta partendo da alcuni dati di carattere gene­rale che appaiono interessanti per il tipo di riflessione che si intende qui sviluppare. Nell'arco di poco più di due secoli si era registrato un aumento demografico nei territori della Serenissima. La popolazione era infatti pas­sata da 1.586.613 abitanti nel 1548 a 2.215.538 nel 1766.1) Si era sopperito all'accresciuto fabbisogno alimentare estendendo le colture del mais attra­verso disboscamenti, bonifiche, riduzioni delle aree destinate a pascolo, anche se di fronte ad un incremento della popolazione del 70, le terre disponibili per l'agricoltura erano cresciute del 20.2) Rispetto alla distribu­zione della popolazione, l'elemento rilevante consisteva nella progressiva ruralizzazione degli insediamenti. Tutti i capoluoghi, eccetto Vicenza e Bergamo, avevano nel XVIII secolo meno abitanti che nel XVI e se i centri
0 AMINTORE FANFANI, // mancato rinnovamento economico, in La civiltà veneziana del Settecento, Firenze, Sansoni, 1960, p. 33,,
9 Ivi, p. 36.