Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Brescia. Repubblica di Venezia. Secoli XVIII-XIX
anno <1999>   pagina <327>
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II bresciano alla vigilia dell'invasione napoleonica 327
progettare un piano per sostituire tutti i dazi interni esìstenti con un solo dazio di consumo, soltanto nel 1794 il piano era stato attuato concreta­mente. La resistenza del ceto dirigente tradizionale all'introduzione di politiche economiche liberiste era dunque forte.7)
La situazione finanziaria della Repubblica aveva, a partire dalla seconda metà del XVII secolo, sempre risentito fortemente delle vicende di politica estera nelle quali essa era rimasta coinvolta.8) Lo sforzo bellico per la con­quista della Morea (1684-1699), il successivo impegno nella regione ed il tentativo di difenderla dalla controffensiva turca (1715-1718), avevano ridotto in condizioni critiche le finanze veneziane. Per reggere la situazione e, nei decenni successivi, per far fronte alle spese che la neutralità armata comportava nel succedersi delle guerre europee il governo aveva varato una serie di manovre per incrementare la disponibilità finanziaria senza au­mentare troppo le aliquote delle imposte dirette e dei dazi o ricorrere a nuove tassazioni, ma preferendo piuttosto agire in direzione dell'abbassa­mento dei tassi di interesse corrisposti sul debito pubblico e allo stesso tempo della dilatazione del medesimo.9) Altri provvedimenti estempo-
Veneta, Milano, Principato, 1944, p. 223 per il quale il movimento di traffico era certamente mutato di qualità e di volume, però non così depresso da far presentire un disastroso collasso economico. Gli uffici di dogana continuavano a registrare un soddisfa­cente livello e quelli di esazione un adeguato incasso. Il gettito dei dazi costituiva e costituì sempre il nucleo principale delle finanze delJo Stato nonché FREDER1C CHAHN LANE, Storia di Venera, Torino, Einaudi, 1978, pp. 491-493, il quale però ricorda anche come sul finire del Settecento i capitani marittimi non erano più dei nobili veneziani [...j. Erano per lo più dei dalmati con nomi slavi; e la proprietà delle navi apparteneva a ebrei, o a immigrati in data relativamente recente, non a vecchie famiglie veneziane.
7) Anche l'esportazione di cereali veniva proibita o riammessa a seconda della con­giuntura, come dimostrarono le vicende intercorse tra il gennaio ed il settembre 1764. A. FANFANI, Il mancato eie, p. 48.
9 Dopo la conclusione, nel 1669, del conflitto per Candia, il governo veneziano aveva dovuto applicarsi assiduamente al restauro del bilancio gravemente dissestato ed era riuscito a riportarlo nel 1679 in attivo. GATEANO COZZI - MICHAEL KNAPTON, La Repubblica di Venezia nell'eia moderna, Torino, UTBT, 1992, p. 596.
t) Prima del 1750, il debito pubblico ammontava a oltre 50 milioni di ducati, ma era stato reso meno gravoso costringendo molti possessori di titoli ad accettare una riduzione dell'interesse al 2. Poi furono lanciati prestiti al 4, di modo che nel 1750 il debito pubblico era così ripartito in lire venete:
a) debito vecchio (con rendita del 2) 52.000.000
b) debito nuovo (con rendita del 4) 22.000.000 e) debito a medio termine 6.000.000.