Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Brescia. Repubblica di Venezia. Secoli XVIII-XIX
anno <1999>   pagina <336>
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336 Filippo Ronchi
dre, ma del resto la lavorazione liniera si apprestava in tutta Europa a subire una fase di profonda ristrutturazione in seguito alla inarrestabile affermazione del cotone.29)
Caratteristiche del Bresciano erano le cartiere, impegnate nella trasfor­mazione degli stracci acquistati nella provincia, nel Veneto, nella Lombardia asburgica, in carta di elevata qualità molto richiesta a Venezia e in Oriente. Dopo aver conosciuto una espansione attorno al 1770, le manifatture conobbero un periodo di crisi dovuto, più che alla concorrenza intemazio­nale crescente, alle misure proibitive introdotte dal governo asburgico di Milano e dalle disposizioni di quello veneziano, evidentemente preoccupato dell'eccessiva intraprendenza dei cartai salodianì, per riservare a quelli locali la produzione di stracci delle province venete.30) Così le cartiere si ridussero dalle 141 del 1782 alle 123 del 1790.31) E tuttavia anche questa fase critica determinò un effetto positivo, ossia un incentivo al riammodernamento degli impianti, con introduzione di nuove macchine per la triturazione degli stracci.32)
Se nella seconda metà del Settecento, dunque, le variegate manifatture dell'area montana e pedemontana riconfermano, nel complesso, la loro rilevanza pur attraverso andamenti contrastanti a seconda delle differenti specializzazioni, nella pianura si assiste ad un significativo arricchimento del tessuto produttivo locale, in seguito all'affermazione della torcitura serica, strettamente collegata alla crescente importanza assunta dalla gelsibachicol­tura e dalla trattura. La domanda serica a livello internazionale in grande espansione, unita alle facilitazioni fiscali e a misure doganali favorevoli varate da Venezia, consente infatti un notevole rafforzamento dell'apparato di torcitura.33)
29 L. MOCARELU, Una realtà cit, p. 357.
3*9 Ivi, p. 360.
31) M. BERENGO, La società veneta cit., p. 61.
39 Si trattava dell'introduzione del cilindro all'olandese. L. MOCARELU, Una realtà cit, p. 360.
13) Tale fenomeno permette a questa zona della provincia di acquisire un rilievo mani­fatturiero prima sconosciuto. In questo ambito di mercato, inoltre, l'estrema diversificazione della domanda lascia spazio anche a filati di qualità non elevata, come quelli realizzati appunto nel Bresciano, dove erano state adottate solo in modo limitato tecnologie di avanguardia. I 32 filatoi idraulici del 1732 passano cosi a 73 nel 1783, concentrati a Chiari e Palazzolo, Carpcnedolo, Montichìarì, Villanuova di Gavardo. L. MOCARELU, Una realtà cit, Jp, 361.