Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Brescia. Repubblica di Venezia. Secoli XVIII-XIX
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1999
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II bresciano alla vigilia dell'invasione napoleonica 339
Bresciano sussistessero importanti terre feudali, patrimonio di famiglie nobili: i Gambara di Verola e Pralboino, i Martinengo nei loro vari rami di Urago, Pavone, Gabbiano, Orzivecchi, gli Avogadro e poi i loro eredi Fenaroli di Lumezzane. Esse potevano scegliere un vicario, che doveva però essere cittadino bresciano, ed esercitavano la giustizia di primo grado sia civile che penale.40) Venezia aveva riconfermato le infeudazioni nei primi decenni del suo insediamento, ma nei secoli successivi non aveva permesso l'aumento del numero dei feudi e aveva teso, anzi, a circoscrivere le prerogative di quelli esistenti, con costanti interventi dei capitani per dettare norme di correttezza politico-amministrativa.41) La Repubblica aveva, inoltre, riservato ampie concessioni ai luoghi di rilevante interesse economico o strategico-militare, riconoscendo lo status di terre separate alle tre Valli, a Salò, alle fortezze di Asola e Lonato. Dal punto di vista giurisdizionale, esse non dipendevano da Brescia, ma erano direttamente subordinate alla Dominante, che vi mandava suoi rappresentanti, e godevano di esenzioni fiscali. Le Valli erano state privilegiate per l'importanza della loro fedeltà sui confini settentrionali della Repubblica, Asola e Lonato perché fortezze sulla frontiera calda con il Mantovano e il Cremonese, Salò godeva di particolari condizioni in considerazione della sua prospera economia. Ma l'autonomia fiscale, giurisdizionale e amministrativa di queste comunità nei confronti della città capoluogo rimase poco definita, perché grazie al privilegio del 1440, Brescia cercava di ribadire il suo potere politico-istituzionale. Al capoluogo era stato concesso, infatti, il diritto di inviare propri delegati nelle sette podesterie e nei quattordici vicariati del Distretto. Succedeva così che, nella medesima località, si trovassero l'autorità veneziana e quella del Consilio cittadino di Brescia (tale era appunto la situazione anche di Salò, Lonato, Asola, Orzinuovi), che provocavano frequenti conflitti di competenza amministrativa.42) Si consolidò, durante il dominio veneziano, la struttura politico-burocratica del cosiddetto Territorio che organizzava una parte rilevante del mondo contadino, pari per estensione a circa un terzo di tutta la provincia, nelle zone di pianura. Il complesso processo che portò alla creazione del Territorio incontrò l'opposizione di Brescia, ma potè svilupparsi grazie a un costante appoggio del governo veneziano. Il riconoscimento ufficiale si ebbe già verso la metà del XVI secolo, quando furono fissate le regole per il suo funzionamento. Lo strano assetto amministrativo che abbiamo delineato rimase sostanzialmente identico fino al termine del
*9 JL F. FÉ D'OSTIANI, Brescia nel 1796 cit, pp. 95-97. ") D. MONTANARI, // rapporto cit, p. 21. *9 Ivi, p. 18.