Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Brescia. Repubblica di Venezia. Secoli XVIII-XIX
anno <1999>   pagina <341>
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11 bresciano alla vigilia dell'invasione napoleonica 541
Se, inoltre, tra la nobiltà veneziana e la nobiltà di Terraferma non era mai corso buon sangue, il modo di gestire il potere locale contribuiva a alimentare motivi di contrasto. Gli abusi da parte dei patrizi bresciani erano costante oggetto della preoccupazione dei rappresentanti veneti, che ne segnalavano in continuazione alla capitale le conseguenze negative. Malgrado la struttura delle magistrature e degli uffici estremamente complessa, caratte­rizzata da sovrapposizioni e interferenze di funzioni, resa confusa da una poco chiara terminologia, era evidente la loro stretta dipendenza dai due Consigli cittadini, il Maggiore di cui abbiamo parlato ed il Minore, di settantadue membri sorteggiati nel Consiglio Maggiore, che si avvicenda­vano, dodici ogni due mesi, nella carica. Mentre il Consiglio Maggiore aveva visto indebolirsi la sua funzione anche per il notevole assenteismo dei suoi componenti, quello Minore aveva concentrato le competenze di natura politica, giudiziaria, economica. Perciò il potere era di fatto esercitato da un ristretto numero di famiglie, provenienti per lo più dai due collegi dei Notai e dei Giudici, onnipresenti nella vita cittadina. Sulla composizione e sul funzionamento delle istituzioni politico-amministrative a Brescia nel periodo finale della dominazione veneziana, così come sulle dinamiche sociali caratterizzanti la vita cittadina, è tornato a varie riprese negli ultimi anni Maurizio Pegrari scrivendo pagine dettagliate ricche di dati e informa-zioni.4
rendere più facili le ammissioni per grazia. Per un approccio complessivo alla tematica della composizione del patriziato bresciano, ancora fondamentale ALESSANDRO AUGUSTO MONTI DELLA CORTE, LA famigli* del patriziato bresciano, Brescia, Tipo-litografia Geroldi, 1960, pp. 10-16 e 88-92.
*Q MAURIZIO PEGRARI, Potere e società nella Brescia queriniana, in Cultura religione e politica nell'età Ji A.M. Querini. Alti del Convegno di Studi promosso dal Comune di Brescia in collaboratone con la Fondanone Giorgio Cini di Venera. (Venezia-Brescia* 2-5 dicembre 1980), Brescia, Morcelliana, 1982, pp. 551-554; ID., Istituzioni e società nella Brescia del Settecento, in Brescia nel Settecento, Atti del TV seminario sulla didattica dei beni culturali. Gennaio-aprile 1981, a cura di IDA GIANFRANCESCHI-VETTORI, Rezzato, Magalini, 1985, pp. 16-23; ID-, Brescia e la Repubblica di Venezia, in Napoleone Bonaparte, Brescia cit, pp. 51-55. Nel 1796, il Collegio dei Giudici era cosi composto; Priore: Pietro Soardi; Consiglieri: Luigi Arici e Giovanni Appiani; Sindaci: Pier Paolo Catini e Pietro Maspcroni; Giudici: Agostino Montini, Lodovico Emili, Pietro Solicini, Giuliano Montini, Paolo Caprioli, Gio. Battista Peroni, Alessandro Scovalo, Francesco Poncarale, Paolo Bargnani, Gaetano Palazzi, Achille Barbera, Ottavio Maggi, Ippolito Calini, Pietro Cazzago, Bartolomeo Arici, Pompeo Maggi, Alessandro Lozzago. Da notare che alcuni di essi, oppure i parenti di alcuni di essi, andran­no a formare i quadri dirigenti della futura Repubblica bresciana, a cominciare da Pietro Soardi e Gaetano Palazzi che ne diventeranno Presidente e Vice-Presidente. L'elenco è tratto da 1* F. FÉ D'OSTIANI, Brescia nel 1796 cit, pp. 38-39.