Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Brescia. Repubblica di Venezia. Secoli XVIII-XIX
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1999
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344
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344 Filippo Ronchi
suoi governanti rimanevano al di fuori delle proteste, malgrado la paternalistica volontà del Senato veneziano di non inasprire le già penose condizioni del misero popolo si arenasse di fronte alla potenza dei nobili eversori. Le classi subalterne erano pressoché indifferenti all'autonomismo nobiliare. La borghesia, respinta da ogni possibilità di partecipazione alla vita politica dello Stato, schiacciata dal patriziato nella vita cittadina e nell'amministrazione degli affari municipali, addirittura non esisteva come forza politica, era solo l'insieme discorde di gruppi diversi, ruotanti attraverso una rete di rapporti clientelali che frantumavano il corpo sociale, attorno alle famiglie nobiliari,53) le quali costituivano un esempio singolare di consolidamento dei potere in ambito socialmente ristretto, cementato da vincoli di consanguineità e da una quasi ininterrotta, plurisecolare funzione direttiva assolta nella vita pubblica locale. La rivoluzione francese e l'arrivo del generale Bonaparte avrebbero permesso all'autonomismo di certa gioventù nobiliare e alla sua insofferenza verso i tentativi di centralizzazione veneziani di trasformarsi in sentimento nazionale e in lotta per la libertà.
La rete massonico-giacobina
Nel 1778 si costituisce in città la prima loggia massonica dell'Ordine di Stretta Osservanza. Tra gli affiliati troviamo Rutilio Calini ed il conte Alemanno Gambara, padre di Francesco (uno dei futuri capi del 1797), la cui camera d'udienza si dice è assai più frequentata da postulanti che il palazzo del rappresentante veneto, il conte Estere Martinengo Colleoni (destinato a diventare il coordinatore dell'importante Comitato Militare durante la rivoluzione) e Faustino Lechi, genitore dei fratelli protagonisti della rivoluzione del 18 marzo 1797. Si tratta di un'organizzazione di origine aristocratica e, benché costituzionalmente antivaticanista, non in aperto contrasto con il cattolicesimo.54) Ma quando cominciarono a circolare sospetti sulla diffusione nello Stato di un diverso ramo massonico, quello inglese a tre gradi di tendenze repubblicane e democratiche, le autorità veneziane, impensierite da quel che trapela, dispongono, nel 1785, la perquisizione di tutte le logge della Repubblica, con sequestro dei beni, blocco
*J Mt p. 50.
**> UGO DA COMO, La Repubblica bresciana, Bologna, Zanichelli, 1926, p. 21 e M. BERENGO, La civiltà veneziana càt, pp. 276-277. Sulle caratteristiche dclk Stretta Osservanza massonica, RENATO SORJGA, Le Società segrete, l'emigratone politica e i primi moti per l'indipendenza, Modena, Società Tipografica Modenese, 1942, pp. 4-5 e 33-34.