Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Brescia. Repubblica di Venezia. Secoli XVIII-XIX
anno <1999>   pagina <345>
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ffl bresciano alla vigilia dell'invasione napoleonica 345
delle riunioni e ricerca degli elenchi degli affiliati Anche gli organizzatori della rivoluzione giacobina entreranno a far parte, a loro volta, del primo Grande Oriente costituito a Milano in piena età napoleonica.55)
Ma la curiosità di fronte alle nuove correnti di vita intellettuale euro­pea, l'interesse spiccato verso il moderno rappresentato daU'iHurninismo, dall'assolutismo riformatore, dall'anticurialismo, dal giansenismo sono in generale atteggiamenti tipici della nobiltà bresciana negli ultimi decenni del XV ili secolo.56) A Brescia, verso la fine del secolo, le idee innovatrici circolano nei salotti dell'aristocrazia. La contessa Margherita Fenaroli riceve Giovanni Labus e Pietro Soardi, futuro presidente della Repubblica bre­sciana e già priore dell'influentissitno Collegio dei Giudici durante la domi­nazione veneta. Il circolo di Lodovica Ostiani comprende il conte Estore Martinengo Colleoni ed i suoi fratelli, i conti Corniani, Lucrezio Longo Vincenzo Girelli, l'avvocato Beccalossi, l'abate Bianchi, Francesco Poncarali. I patrizi Girolamo e Giuseppe Fenaroli, Francesco e Gaetano Maggi, Vin­cenzo Peroni e l'abate Scevola frequentano, invece, il salotto della contessa Bianca Capece della Somaglia, suocera del già menzionato Rutilio Catini. Tale salotto diventa il luogo di raccolta del primo grado dell'Ordine Illumi­nato massonico, che si ispira alle idee di Rousseau, Mably, Condorcet e che si organizza con programmi, strategie e finalità politiche. Le sinergie fra massoneria e giacobinismo a Brescia nella fase precedente e durante la rivoluzione sono state puntualizzate dagli ultimi approfondimenti di Ber­nardo Scaglia.57) Fa un certo effetto ritrovare tutti i personaggi finora citati nel Governo rivoluzionario della Repubblica bresciana, con incarichi diret­tivi di primo piano all'interno dei vari Comitati.58) Ma ciò non deve stupire. Lo spirito autonomista di precisi settori della nobiltà locale, che gli rendeva insoffribile il dominio di San Marco, gli faceva al tempo stesso seguire con simpatia le vicende della rivoluzione francese, anche
5*) M. BERENGO, La civiltà venerano cit, p. 192. L'elenco degli appartenenti bresciani alla Loggia Amalia Augusta in età napoleonica sta in PAOLO GUERRINI, La Massonerìa a Brescia prima del 1821, Brescia, Edizioni del Moretto, 1985, pp. 50-62 (ristampa).
Si vedano in proposito gli ultimi studi, SERGIO ONGER - GIANFRANCO PORTA, Ferménti riforma/ori nella cultura bresci dna del Settecento e 1). MONTANARI, Giansenismo. Il clero e la polemica giansenista, in Napoleone Bonaparte, Brescia cit, pp. 57-58 e 61-62.
W) U. DA COMO, La Ripubblica cit, pp. 45-47 cLF.FA D'OSTIANI, Brescia nel 1796 cit, pp. 84-90* Sull'organizzazione massonica a Brescia, SILVANO DANESI, All'Oriente di Brescia: la massoneria bresciana dal 1700 ai nostri giorni* Roma, KDIMAI, 1993, pp. 15-27, ma soprattutto BERNARDO SCAGLIA, Massoneria, giacobinismo e Repubblica bresciana, in Napoleone Bonaparte, Brescia cit, pp. 59-60.
w) U. DA COMO, La Ripubblica cit, pp. 83-92.